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7 miti da sfatare sulle creme solari

Alla scoperta di tutti luoghi comuni che potrebbero rovinare la nostra pelle e la nostra abbronzatura

7 miti da sfatare sulle creme solari

Creme solari, ne sappiamo davvero abbastanza? Il magazine on line Shape ha chiesto a un team di esperti in dermatologia una serie di consigli sull’uso delle varie protezioni contro i raggi del sole. Ecco i loro consigli e, soprattutto, una serie di miti da sfatare.

Mito # 1 La protezione solare è necessaria solo se si trascorre una giornata in piscina o in spiaggia

Niente di più errato: è necessaria sempre. Il dottor Joshua Zeichner, assistente in dermatologia al Mount Sinai Hospital di New York City, ricorda che «la maggior parte delle scottature gravi sono accidentali. Il sole danneggia la nostra pelle anche quando andiamo al lavoro o passeggiamo in strada. I raggi UVA (che causano cancro della pelle e invecchiamento cutaneo) sono attivi durante tutto l’anno, non solo l’estate e filtrano anche dalle nubi. La protezione solare del viso, del collo e delle mani dovrebbe far parte della routine quotidiana tutto l’anno».

Mito # 2 L’indice di protezione 30 offre doppia tutela rispetto all’indice di protezione 15

La matematica non vale con gli indici di protezione. «L’indice 15 blocca il 94% dei raggi UVB», afferma il dottor Zeichner «l’indice 30 ne blocca il 97%. Se quindi si vuole una protezione maggiore, bisogna scegliere una crema con indice superiore a 30». L’Accademia Americana di Dermatologia raccomanda un uso quotidiano dell’indice 30. In spiaggia o in piscina suggerisce l’uso dell’indice 50. L’accorgimento più importante consiste però nell’applicare costantemente la protezione durante il giorno. L’errore più grave è infatti pensare che, usando al mattino una crema con indice 50, si possa poi evitare di ri-applicarla nel corso della giornata.

Mito # 3 Le pelli scure non si scottano

Errore: i raggi del sole sono democratici e danneggiano tutte le epidermidi. Sappiate che l’indice di protezione dal sole dei pigmenti della pelle è solo… il 4%.

Mito # 4 Stando all’ombra non ci si scotta

Non esporsi al solleone è sempre un’ottima idea, ma non protegge la pelle. I raggi solari infatti sono riflessi dalle superfici circostanti, soprattutto dall’acqua, e dunque colpiscono ugualmente. Anche per stare all’ombra è bene dunque applicare una crema protettiva.

Mito # 5 La crema protegge più dello spray

Creme, stick e spray funzionano allo stesso modo, nessuna tipologia è più efficace delle altre. Bisogna però ricordare che lo spray va applicato da una distanza di circa 2 centimetri e mezzo, per uno o due secondi, e poi strofinato. Lo stick si fa scorrere quattro volte avanti e indietro sulle varie parti del corpo (in questo modo si è sicuri di aver utilizzato la dose necessaria di prodotto).

Mito # 6 Il make up ha già un fattore di protezione solare, quindi l’apposita crema non è necessaria

Proteggersi è fondamentale, quindi una doppia difesa non può che far bene. Inoltre, bisogna applicare molto make up per raggiungere effettivamente l’indice di protezione indicato nella confezione.

Mito # 7 Acquistando una crema solare, basta solo controllarne l’indice di protezione

Esistono altri fattori, oltre all’indice di protezione, di cui tener conto per l’acquisto di una crema solare. Ecco i fondamentali: controllare che il prodotto difenda dai raggi UVA e UVB; che non sia comedogenico (ovvero che non blocchi i pori della pelle); che sia privo di alcol (secca le pelli più sensibili). Inoltre, si può controllare che la protezione solare sia raggiunta grazie a schermi chimici (nella lista degli ingredienti compaiono oxybenzone, avobenzone e octyl salicilato, che assorbono i raggi solari) o fisici (zinco e biossido di titanio, che riflettono la luce e non le fanno colpire la pelle). La differenza? I filtri chimici danno alla crema una consistenza più leggera, quelli fisici sono indicati per chi ha una pelle sensibile.