L’ISIS comunica tramite videogiochi. Forse.

18/11/2015

Per gioco e videogioco

L’ISIS comunica tramite videogiochi. Forse.

Il giorno dopo gli attentati che hanno duramente colpito Parigi, il ministro degli interni belga, Jan Jambon, si è detto preoccupato dalla possibilità che avrebbero i terroristi di comunicare indisturbati (e non intercettati) attraverso le console di ultima generazione come Play Station 4 e Xbox One.

In effetti i sistemi di gioco più recenti (ma questo è possibile anche con quelli più datati) offrono l’opportunità di creare delle squadre di amici connessi alla rete con i quali è possibile parlare in tempo reale, scambiarsi foto e discutere anche di “piani terroristici” senza destare sospetti.

Le ragioni sono molteplici. La prima è che rispetto ai sistemi di messaggistica più popolari (sms, mail e WhatsApp), le chiacchiere attraverso le console per giocare non sono monitorate (almeno pare che ancora non lo siano) e la seconda è che esistono molti videogiochi che hanno come scenario le guerre che si stanno combattendo nel mondo, e di conseguenza conversazioni fra “giocatori” che abbiano gli “attentati” come tema non desterebbero sospetti.

Va detto che l’esternazione del ministro belga è solo un’ipotesi che ancora non trova precise conferme, e io vorrei aggiungere che questo non ha niente a che vedere con il mondo dei videogiochi in sé. Voglio dire che i terroristi non sono necessariamente videogiocatori e che le console sarebbero sfruttate solo per la tecnologia che offrono.

Seguiremo l’evolversi della faccenda ma ho l’impressione che i videogiocatori di tutto il mondo dovranno adattarsi all’idea di mettere in conto che le loro conversazioni in futuro possano essere intercettate anche durante un’innocente partite a Call Of Duty.

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Stefano Gallarini

Stefano Gallarini

Per cinque anni copywriter alla RSCG, l'agenzia pubblicitaria che in Italia aveva come Direttore Creativo Marco Mignani, il creatore di “Milano da Bere”, è diventato poi direttore e ideatore delle testate più importanti del mondo dei videogiochi come ZZap! e The Games Machine.

Grande appassionato di tecnologia, illusionismo e musica, è stato il primo giornalista/conduttore italiano a portare i videogiochi e il mondo dei social in radio e in televisione.
Scrive e conduce per Italia 7 e Odeon TV “USA Today”, un programma dove si parla di sport, cinema e videogiochi e nel 1992 approda a Italia Uno come conduttore e autore di Unomania ai quali seguono Mitico!, Smile, Village, Planet e Fuego. Proprio Planet e Village ricevono rispettivamente una menzione speciale del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi e il Premio "Penne Pulite".
Passa poi al canale satellitare MT Channel dove scrive e conduce due trasmissioni; una sui videogiochi, Gamet e una sulla tecnologia, E-Side.

Dal 2014 è conduttore su Radio Monte Carlo, forte di una consolidata esperienza maturata nel corso del suo cammino radiofonico, e che lo ha visto anche protagonista nel ruolo di autore di format e giochi per varie emittenti.

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