Dolci di carnevale: da voi si chiamano frappe, chiacchiere, bugie o  cenci?

Carnevale goloso: alla scoperta del dolce tipico di questa festa

Chiacchiere, cenci, maraviglias... I tipici dolci di Carnevale hanno tantissimi nomi in base alla provenienza geografica. In realtà si tratta di variazioni della stessa ricetta, con un unico denominatore: la bontà!

Il countdown per Carnevale è ormai giunto alla conclusione. Se in tanti si stanno preparando per confezionare il proprio vestito e partecipare alle tantissime feste in maschera, altri già pregustano il sapore dei tipici dolci che si preparano in questo periodo. Frappe, chiacchiere, bugie o cenci? Si tratta degli stessi dolcetti che però cambiano nome in base alla provenienza geografica: nel centro-sud si chiamano chiacchiere, in Liguria e Piemonte bugie, in Toscana cenci, in Molise cunchielli, in Sardegna maraviglias, nel bresciano lattughe, tra Rovigo e Padova grostoli.

Merito di questa incredibile frammentazione linguistica (e della diffusione della ricetta) spetta all’Impero Romano: in antichità infatti l’impasto con farina e uova che poi veniva tagliato coi bordi ondulati o seghettati e fritto si conosceva con il nome di “frictilia”. Vi sono diverse testimonianze di frictilia durante le festività dei Saturnali e Baccanali, poi la ricetta è stata declinata nei vari dialetti popolari in tutta Italia e tramandata di generazione in generazione.

Anche la leggenda però vuole una sua parte: il nome “chiacchiere” infatti potrebbe essere attribuito al cuoco di Margherita di Savoia, la stessa della pizza. Si narra infatti che la sovrana abbia chiesto al suo chef personale un dolce da mangiare insieme ai suoi ospiti durante le lunghe chiacchierate di corte che soleva fare, da qui il nome.

Oggi le chiacchiere si trovano di solito accompagnate da zucchero a velo, cioccolato fondente, miele, sanguinaccio, etc. Ogni zona d’Italia ha la sua caratteristica.

E da voi come si chiamano?

Photo credit: CC 2.0

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