Panettone: come riconoscere quando è davvero buono?

Panettone: come riconoscere quando è davvero buono?

Panettone, che delizia! Ma come riconoscere quello di buona qualità? Ecco i consigli adatti!

Panettone, che delizia! Ma... come riconoscere quello che è davvero di qualità, tra tanti prodotti che lasciano a desiderare? Il primo indizio è l'etichetta. Per legge, può essere chiamato panettone solo il dolce a fermentazione naturale con almeno il 16% di burro, il 4% di tuorlo d’uovo e il 20% di uvetta e canditi, oltre a farina di frumento e zucchero.
La Camera di Commercio di Milano ha  promosso il marchio “Panettone  Tipico della Tradizione Artigiana Milanese”, in collaborazione con il Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi. Ecco quali caratteristiche deve rispettare.

Se artigianale, deve essere venduto entro trenta giorni dalla data di produzione (cioè la data al termine della fase di raffreddamento), perché il panettone va mangiato freschissimo, a tre o quattro giorni dalla preparazione e non oltre i venti.

Bisogna poi controllarne alcune qualità.

L'aspetto: l'alveolatura della pasta dev'essere uniforme e di piccole dimensioni, con una presenza omogenea di canditi e uvette. La pasta e la crosta esterna devono aderire l'un l'altra, senza presentare bolle o grumi. Il taglio in cima al panettone dev'essere ben marcato.

Il colore: la pasta dev'essere di un bel giallo vibrante, la crosta dorata e senza bruciature. Assenza di bruciature anche nel taglio in cima al dolce.

L'odore: intenso e gradevole, mai pungente, segno che sono stati usati aromi artificiali.

Il sapore: né troppo dolce,né con retrogusto amaro.

La consistenza: la pasta deve venir via a fiocchi, il panettone deve esser soffice e non troppo pastoso o gommoso.



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