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Qual è il segreto per avere una memoria di ferro? Le “mappe mentali”

È grazie alle associazioni di concetti e immagini che miglioriamo la nostra memoria. A suggerirlo è Matteo Salvo, vincitore dei campionati mondiali di memoria.

Qual è il segreto per avere una memoria di ferro? Le “mappe mentali”

Il segreto per una memoria di ferro? Basta “organizzare” il proprio cervello grazie alle “mappe mentali”. Il consiglio arriva direttamente da Matteo Salvo, vincitore dell’International Master of Memory nei campionati mondiali di memoria di Londra nel 2013. Si tratta del primo italiano in assoluto a vincere una competizione del genere, dove ci sono prove come memorizzare un mazzo di carte in due minuti, o 10 in un’ora, oppure ricordarsi di 1.000 cifre in meno di 60 minuti. Roba da Guinness dei Primati, appunto.

Ci sono diverse tecniche di memoria, utili per diversi scopi. Se per ciascuno non applichiamo la tecnica giusta, è come prepararsi per un’escursione in montagna con delle pinne per fare subacquea” afferma Matteo. “Tutte le tecniche di memoria, comprese ripetizioni e mappe concettuali, si basano sulle caratteristiche della memoria stessa, le differenze però riguardano che ‘livelli’ del nostro cervello impieghiamo per la memorizzazione”.

Insomma sono le cosiddette “mappe mentali” a migliorare la nostra memoria, se però ben strutturate. Meglio una struttura radiale e non lineare ad esempio, inoltre è bene utilizzare le associazioni di idee, anche apparentemente senza senso, “A differenza delle altre tecniche, più razionali per intenderci, le mappe mentali sfruttano qualcosa in più: la creatività, un’arma potente della memoria, la quale grazie alle associazioni delle parole con immagini e colori, evoca emozioni che vanno a sedimentarsi nella memoria a lungo termine” sottolinea il campione.

Per costruire una mappa del genere non c’è bisogno di troppo sforzo, basta scrivere su un foglio un’idea centrale e da essa far partire diverse diramazioni. “Le mappe mentali parlano la stessa lingua del nostro cervello: la loro composizione è stata pensata partendo dalla struttura dei neuroni, le cellule del nostro sistema nervoso. Le informazioni inserite nella mappa vengono infatti collocate in modo strategico e grazie all’utilizzo di parole chiavi nei rami, di associazioni di idee, di colori e di immagini, si conferisce un ordine gerarchico specifico alle subunità della mappa, individuando facilmente ‘da cosa discende cosa’. Senza bisogno di interpretare o decifrare le informazioni, proprio come l’elaborazione quotidiana della nostra mente”.

Queste tecniche sono molto utili anche nella vita di tutti i giorni e trovano continue applicazioni, sia ad esempio in un percorso scolastico o universitario, sia nell’organizzazione di un viaggio, sia nello sport. “Grazie alle mappe mentali, posso ad esempio sapere in anticipo le problematiche del percorso di una gara: memorizzo dove sono localizzati i dislivelli o dove incontrerò una salita faticosa e sarò in tal modo preparato per dosare al meglio le energie. Posso pianificare le risorse esterne come cibo e idratazione. E addirittura immaginare gli scenari peggiori come una forte pioggia o una ruota della bicicletta che durante la gara può forarsi. In questo modo ho tutto sotto controllo e la mia concentrazione è maggiore” afferma Matteo Salvo.