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Smartphone in acqua? Ecco come comportarsi

Mai provare a riaccenderlo, né utilizzare il phon per asciugarlo. Ecco cosa fare, passo dopo passo, per provare a salvare uno smartphone caduto in acqua.

Smartphone in acqua? Ecco come comportarsi

Può accadere anche in inverno, sì, ma le probabilità che uno smartphone finisca nell’acqua aumentano durante l’estate, specie se siamo amanti del mare e utilizziamo il nostro dispositivo anche sul bagnasciuga. L’eventualità che il telefono cada in acqua non è poi così remota.

E' vero che alcuni telefoni sono certificati IP67 e IP68, dunque sono resistenti oltre che alla polvere, anche ai liquidi, ma nonostante questo il contatto con l’acqua può provocare comunque dei danni. Bisogna ricordare che la protezione è garantita, nel primo caso (IP67), per immersioni tra 15 cm e un metro per non più di 30 minuti, mentre, nel secondo caso (IP68), per un massimo di un’ora e fino a tre metri di profondità. E peraltro non tutti i telefoni hanno questa certificazione.

Cosa fare allora se malauguratamente lo smartphone cade in acqua? Sappiamo come comportarci? I falsi miti a tal proposito sono molti: meglio allora essere ben informati.

La prima cosa da fare è asciugare il telefono con un panno morbido, senza scuoterlo e non schiacciando i tasti. Fatto questo bisogna spegnere il dispositivo. C’è chi, erroneamente, prova ad accenderlo, ma si tratta di un’imprudenza: così facendo si facilita il danneggiamento dei circuiti. Spegnete allora il telefono e procedete ad estrarre batteria, memoria SD e scheda sim.

Una credenza molto comune suggerisce di asciugare il telefono con il phon. Sbagliatissimo: il getto di aria potrebbe non solo danneggiare i circuiti, ma anche spostare le particelle di acqua che andrebbero così a raggiungere le parti del dispositivo che fortunatamente erano rimaste intatte.

Non lasciatevi ingannare poi da chi consiglia di mettere il telefono nel microonde: si tratta di una vera e propria bufala che vi farebbe soltanto distruggere definitivamente e irrimediabilmente lo smartphone.

Esclusi quindi questi metodi, passiamo invece ad un sistema di asciugatura sicuro che consiste nell’immergere lo smartphone in una busta (o in un contenitore ermetico) piena di riso crudo asciutto o di buste di silice (quelle che troviamo nelle borse o nelle scatole di scarpe, per intenderci).

Ora non resta che attendere. Quanto? Dalle 24 alle 72 ore. Trascorso questo tempo, inserite la batteria e provate ad accendere il telefono. Se dovesse funzionare verificate le funzionalità del dispositivo. Se qualcosa non quadra (il telefono non si accende o non funziona bene) l’ultimo tentativo consiste nel portarlo ad un centro assistenza.