Ecco perché bere caffè allunga la vita

Ecco perché bere caffè allunga la vita

Il suo effetto "salvifico" non è da ricercare nella caffeina, bensì in altre sostanze di cui è composto. Lo sostengono ben due ricerche internazionali.

Bere troppo caffè fa male alla salute? No, non è assolutamente vero. Anzi, stando ai risultati di recenti ricerche, più se ne beve minore è il rischio di mortalità.

A sostenerlo sono due importanti ricerche pubblicate su "Annals of Internal Medicine". Una di queste è il primo studio europeo su larga scala – oltre 520.000 soggetti da 10 Paesi– sul rapporto tra assunzione di caffè e rischio di mortalità, ed è firmato da 48 ricercatori da tutto il mondo. Il secondo studio invece, ha investigato sull’associazione tra caffè e mortalità su un campione multietnico di 185.000 afroamericani, nippoamericani, latinoamericani e caucasici. I risultati emersi da entrambi i gruppi di ricerca, seppur indipendenti, vanno nella stessa direzione: il caffè allunga la vita. Chi consuma una tazza di caffè al giorno, infatti, ha un rischio di morte inferiore del 12%, mentre chi ne consuma addirittura 3 o più tazzine al giorno vede ridurselo fino al 18%. I benefici maggiori, inoltre, sono per l’apparato digerente: rispetto ai non bevitori, chi consuma più di tre tazze di caffè, se maschio, ha una mortalità inferiore del 59% e, se donna, inferiore del 40%. 

E allora, come si spiega l’effetto salvifico del caffè? “Contiene numerosi composti, come i polifenoli (potenti antiossidanti vegetali), gli acidi clorogenici (anch’essi composti fenolici), i diterpeni (presenti in resine e balsami vegetali). E tutti questi hanno proprietà antiossidanti”, ha spiegato Marc Gunter, epidemiologo dell’International Agency for Research on Cancer e curatore della ricerca europea. Inoltre, non sembrerebbe essere la caffeina a giocare la protagonista in questo ruolo salvifico attribuito al caffè. Infatti, “L’associazione tra caffè e ridotto rischio di morte è stata riscontrata indipendentemente dalla presenza di caffeina nel caffè consumato” afferma Gunter, che ipotizza siano altre le sostanze benefiche. 

Photo credit: Pixabay

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