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L'amore romantico non esiste, lo dice la scienza

Confondiamo l'innamoramento con l'amore perché prendiamo esempio da film, canzoni e libri. I responsabili sono i "neuroni specchio".

L'amore romantico non esiste, lo dice la scienza

Passione, lacrime, romanticismo, tormenti: è questa l’idea che abbiamo un po’ tutti dell’amore vero, quell’amore che ci fa sospirare ed emozionare, talvolta sembra farci impazzire. E se vi dicessimo, invece, che l’amore romantico non esiste? A sostenerlo non siamo noi, ma un esperto spagnolo, Iñaki Piñuel, docente all’Università di Alcalà de Henares.

Piñuel, di professione psicologo, ha scritto un libro intitolato “Le cinque trappole dell’amore”, in cui spiega come siamo tratti in inganno da alcune situazioni sentimentali che riteniamo essere appartenenti all'amore. Invece, non sono non lo sono, ma in realtà possono essere addirittura deleterie per il nostro benessere psicologico. È il caso ad esempio degli amori tormentati, vissuti con ansia e angoscia, mentre ci trastulliamo nell’idea banale (ed errata) che “l’amore, in fondo è così”.

La verità, secondo lo psicologo, risiede nel fatto che confondiamo l’innamoramento con l’amore: il primo dura non più di 18 mesi; l’amore vero, invece, dura molto a lungo. “Molte persone cercano di mantenere la sensazione di innamoramento in eterno, - spiega Piñuel - ma è un modo di comportarsi che alimenta uno stress emozionale sia individuale sia collettivo perché si sfoga in famiglia. In questo senso il tentativo di essere sempre innamorati diventa una dipendenza dannosa“.

Complice di questi nostri atteggiamenti è il mondo della comunicazione: film, libri, canzoni ci hanno infatti insegnato che le relazioni sono fatte di tormenti, di forti emozioni. Invece no, dice l’esperto: “il vero amore è quello razionale: tranquillo, stabile e anche un po’ noioso. Sono tre tratti che molte persone, però, non vogliono affrontare. Per l’industria dei media, però, questo tipo di amore, quello pacato, che ci dà stabilità e sicurezza, è poco attrattivo. Ecco allora che siamo stati sommersi da “contenuti” in grado di stimolare il nostro lato emotivo e che descrivono quindi sentimenti forti, travolgenti, spesso irrazionali. Fino a convincerci che la realtà sia questa.

Come è possibile tutto questo dal punto di vista neurologico? Attraverso una serie di ricerche scientifiche Piñuel è giunto alla conclusione che i responsabili di questo nostro comportamento, che fa sì che prendiamo esempio da film e canzoni, sono i neuroni specchio. Questi “si attivano quando si osservano i comportamenti altrui, e sono molto utili per apprendere, per imparare il linguaggio e assorbire la cultura altrui; tuttavia funzionano anche in caso di comportamenti non altrettanto virtuosi o addirittura violenti."

Il rischio è quello di incorrere in relazioni seriamente dannose. L’obiettivo dello psicologo è appunto metterci in guardia. Le cinque trappole dell’amore da cui stare lontani? Eccole qui: il classico rubacuori, il curioso impertinente, la missione impossibile, la civettuola con il cattivo ragazzo e il martire dell'amore.