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Perché mordiamo le persone che amiamo? Il fenomeno dell' "aggressione tenera"

L'irrefrenabile desiderio di mordere qualcuno non è un residuo di cannibalismo, ma un fenomeno con basi scientifiche chiamato "aggressione tenera".

Il fenomeno dell' "aggressione tenera". Perché mordiamo le persone che amiamo

Aggressione tenera, è stato denominato così il desiderio che a volte si prova di esprimere “a morsi” la forza del sentimento che proviamo in quel preciso istante.

Qualche volte capita di osservare per strada papà o fidanzati alternare qualche morso ai più convenzionali baci e abbracci.

Ebbene, questo comportamento ha delle basi scientifiche dimostrate e nulla hanno a che vedere con fenomeni di cannibalismo.

Il gruppo dell'Università di Yale che ha studiato questo atteggiamento, lo ha identificato con la definizione di "aggressione tenera" e la professoressa Oriana Aragón, coordinatrice delle ricerche, lo spiega così: “L’uomo utilizza diversi meccanismi regolatori che permettono di controllare ed equilibrare le proprie emozioni. In questo caso succede che esprimiamo i nostri sentimenti in modo inaspettato, con delle azioni che apparentemente dicono il contrario a ciò che realmente sentiamo e sembra che questi meccanismi giochino un ruolo fondamentale nel mantenere il nostro equilibrio emozionale.”

Quando si sente il bisogno di mordere la persona amata, significa che il sentimento che si prova è così forte da non essere in grado di controllarlo.

Il desiderio di mordere una guancia, un labbro o un piedino rappresenta quindi una via di fuga per il nostro cervello, che evidentemente ha bisogno di ridimensionare o controllare il sentimento così forte che stiamo provando.

E' stato dimostrato, inoltre, che l’odore dei bambini sia così piacevole da far scattare nel cervello lo stesso meccanismo che si instaura di fronte a bel piatto di lasagne.

Proprio questo fa scattare la classica voglia di “mangiarseli” letteralmente.