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Robin Hood

È il film prescelto per aprire mercoledì 12 maggio la 63 edizione del Festival di Cannes. E racconta una storia che forse crediamo di conoscere bene… ma che ci riserverà molte sorprese. Stiamo parlando di "Robin Hood", la pellicola che vede tornare la coppia magica del "Gladiatore”: Ridley Scott dietro la macchina da presa e Russell Crowe in scena, per regalarci ancora una volta avventura, emozione e tanto buon cinema.

Robin Hood: la vera storia

La storia, dicevamo. Diversa da quella che abbiamo già visto sul grande (e sul piccolo schermo), quando nella calzamaglia dell'eroe dei boschi si sono susseguite star come Douglas Fairbanks ("Robin Hood”, 1922), Errol Flynn ("Le avventure di Robin Hood”, 1938), Sean Connery e Audrey Hepburn ("Robin e Marian”, 1976) e Kevin Costner ("Robin Hood: il principe dei ladri”, 1991). Perché la storia che Ridley Scott narra è quella di Robin… prima che nasca la leggenda di Robin. Dunque ci saranno Re Riccardo e l'infame re Giovanni, il malvagio sceriffo di Nottingham, i Merry Men, compagni dell'eroe e naturalmente Lady Marian… ma non come siamo stati abituati a conoscerli. Robin, intanto. Scopriamo il suo vero nome (Robin Longstride, fante dell'esercito di Re Riccardo al ritorno dalla Terza Crociata in Terra Santa), la sua infanzia difficile (orfano del padre, autore di un documento a difesa del popolo, la Carta de Foresta, e per questo giustiziato) e i suoi unici amici e protettori, Guglielmo il Maresciallo, interpretato da William Hurt, and Sir Walter Loxley, interpretato da Max Von Sydow. Nuovi scorci anche sul carattere di Lady Marian (Cate Blanchett), nobile coraggiosa e vedova guerriera. E impariamo a conoscere anche tutta una serie di nuovi personaggi, dall'amante (e poi moglie del re Giovanni) al diabolico Godfrey, traditore per conto dei Francesi.

Un film kolossal

Non mancano le grandi battaglie, i momenti epici, i grandi scenari. Ispirati anche dai dipinti dei due Pieter Bruegel, il Giovane e il Vecchio. Il paese di Nottingham è stato ricostruito nell'Hampton Estate, nei pressi di Guildford, nel Surrey, in una tenuta privata con antiche querce, prati sconfinati, una foresta di abeti, un ruscello e una palude. Grande attenzione anche per i costumi. La costumista (vincitrice di Oscar) Janty Yates ha cominciato ad ideare i costumi per "Robin Hood” in Italia, dove ha acquistato «un milione di chilometri di stoffa, dai pellami, al lino, alla seta. Ridley ama da sempre le sete che riescono a riflettere la luce o a diffonderla. Così ne abbiamo utilizzata tantissima per i nostri costumi, perlopiù per quelli dei nobili, ovviamente» ha raccontato. E grande impegno per tutti gli attori, passati prima delle riprese in une vero e proprio campo per marines per raggiungere le condizioni fisiche ottimali, allenandosi con dozzine di cascatori uomini e donne: «Abbiamo trascorso un periodo di addestramento in Australia, che consisteva praticamente solo nel conquistare un'ottima forma fisica.Ciascuno di noi seguiva una sua dieta particolare e facevamo tutti attività fisica aerobica e sollevamento pesi. Poi siamo passati all'addestramento con arco e frecce; il mio obiettivo era perfezionarmi nella disciplina» ha dichiarato Mark Strong, che nel film ha il ruolo di sir Godfrey. Nessuna fatica è richiesta invece alla spettatore, che dal 12 maggio (anche nelle sale italiane) può godersi questa nuova lettura del mito di Robin Hood.

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