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La Bella e la Bestia

La Bella e la Bestia

Esce sul grande schermo il 27 febbraio la versione cinematografica della celebre fiaba, con Vincent Cassel e Lea Seydoux

La Bella e la Bestia
La Bella e la Bestia”, l’affascinante versione cinematografica della celebre fiaba di Madame di Villeneuve, esce sul grande schermo il 27 febbraio. A dirigerla Christophe Gans (“Il patto dei lupi”), a interpretarla Vincent Cassel (nei panni del principe tramutato in Bestia) e Lea Seydoux (in quelli di Bella). Se la storia è nota ai più (oltre alla fiaba, esiste il magnifico film di Jean Cocteau e naturalmente il cartoon Disney), questa nuova edizione si fa notare per l’uso sapiente della più moderna tecnologia digitale, senza nulla togliere all’eccezionale bravura degli attori. Guarda la gallery  Il film infatti supera le tecniche utilizzate in “Avatar” e seduce per effetti speciali mozzafiato, come quelli utilizzati per il viso della Bestia: «Tengo a precisare che questa maschera non è una creazione digitale: è stata davvero realizzata materialmente da persone che  hanno passato centinaia di ore a impiantare i peli uno ad uno» ha dichiarato compiaciuto il regista. «È stata infine scannerizzata ad alta risoluzione ed è proprio questo scan che è stato applicato sulle immagini di Vincent. La posa della protesi è stata dunque realizzata al computer senza che l’attore fosse obbligato ad alzarsi alle 3 del mattino per farsi riempire di colla. Sul set, Vincent era  coperto da una specie di casco da hockey con dei segni sopra, che rivelavano solo una parte del viso, dalle sopracciglia fino al mento. Per il resto, portava la criniera della Bestia. La protuberanza del casco, tra l’altro, ci permetteva di non dimenticare mai dove si trovavano veramente le labbra della Bestia, ossia 3 o 4 centimetri più avanti della bocca di Vincent, il che è stato cruciale, per esempio, al momento del bacio con Belle. Altrimenti, sarebbe stato molto semplice. Vincent sarebbe arrivato, avrebbe infilato la sua muscolatura in latex, il suo costume, messo il suo casco, e così  via». Vincent Cassel ricorda ancora le prime fasi di lavorazione: «mi dissero: “Useremo  una crema fosforescente sul viso, 80 camere HD disposte in posizione concava, 100.000 punti sul tuo viso”. Meglio di 70 o quanti ce n’erano dell’epoca di "Avatar". Dopo le riprese, quando siamo dovuti partire  per San Francisco per fare il  viso della Bestia, che rappresenta l’80% di ciò che dovevo fare in termini di recitazione, ci siamo resi conto che la tecnologia si era evoluta. D’un tratto, non era più questione di 80 videocamere, ma di 6. Non c’era più bisogno di pomate e al posto di un computer impossibile da trasportare, si faceva con uno strumento che si trovava in Canada e che rilevava milioni di punti! Nel momento in cui ho realizzato questa cosa, che consiste nell’esprimere tutte le espressioni della Bestia, mi rendo conto che 250 ragazzi ci lavoreranno sopra, sul mio sopracciglio, la brillantezza del  mio occhio, la lunghezza dei denti, la densità del  pelo, l’ombra… Bisogna immaginare tutto il tempo cosa diventerà, altrimenti ci sentiamo continuamente in situazioni ridicole, recitiamo con una croce verde sulla fronte, con un vestito aderente con un moncone verde perché la tua coda sarà aggiunta in immagine di sintesi». È stata davvero una grande prova di recitazione dunque quella degli attori, impegnati su set prevalentemente spogli, in green screen, dove solo successivamente sarebbero state montate le immagini digitali delle sontuose scenografie e dei personaggi di fantasia che avrebbero interagito con gli interpreti in carne e ossa. Anche se parte delle scene sono state realizzate concretamente, come ricorda lo scenografo Thierry Flamand: «In “La Bella e la  Bestia” una grande quantità di scenografie sono interamente “reali”: il salone d’ingresso, la sala da pranzo, la camera di Belle, il rifugio  della Bestia, il cottage interno e la sua facciata. Tutti gli elementi di decorazione nei quali gli attori si muovono sono comunque parzialmente costruiti, la scala monumentale e quella del giardino, il ponte che permette l’accesso al castello,  i corridoi  e l’albero sul quale Belle si arrampica per contemplare la tenuta. Per quanto riguarda la sala da ballo e la stanza che porta allo specchio magico, non c’era che qualche colonna e il pavimento. Gli spazi prendevano forma  definitiva dopo  la moltiplicazione di questi elementi. Per la sala da pranzo, le  estensioni riguardavano solo i soffitti, i muri  erano infatti costruiti fino a 6,5 metri d’altezza, il che permetteva di inquadrare tutto il tempo gli attori senza  bisogno di sorpassare le linee prestabilite. Per il cottage, il tetto è stato aggiunto e il giardino ingrandito, solo l’orto ed il suo sentiero sono stati costruiti. Le scenografie legate all’esterno del castello sono state riprese in studi completamente verdi. A parte qualche  piano girato nel parco di Sans Souci a Postdam, nelle foreste attorno Berlino, gli attori, e a volte i loro cavalli camminavano su moquette verde, poiché l’erba alta sarebbe stata aggiunta in postproduzione. È abbastanza  inquietante per gli attori perché recitano senza appiglio,  senza atmosfera. I loro soli punti di riferimento sono i disegni fatti dopo le inquadrature e qualche palla da tennis. È davvero strano!». Eppure, la magia si è avverata. E “La Bella e la Bestia” è un’avventura appassionante, tutta da guardare, e capace di conquistare per il fascino eterno che sprigiona ad ogni sua scena.