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Tutta colpa del vulcano

Tutta colpa del vulcano

La divertente commedia francese ispirata all'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull

Si intitola “Tutta colpa del vulcano”  (nelle sale dal 5 giugno.), questa divertente commedia francese ispirata a un episodio realmente accaduto, l’eruzione inaspettata del vulcano islandese Eyjafjallajökull, che nell’aprile del 2011 bloccò per diversi giorni il traffico aereo europeo, costringendo i viaggiatori a trovare mezzi di trasporto alternativi e creando grandi difficoltà in buona parte del continente. Da questa storia ha tratto ispirazione il regista (e co-sceneggiatore del film) Alexandre Coffre, che in questa pellicola racconta le vicissitudini di una coppia di ex coniugi, in viaggio per la Grecia in occasione del matrimonio della figlia. A rendere più difficile la trasferta, oltre al vulcano e ai pochi giorni a disposizione per giungere in tempo alle nozze, è l’odio che separa i due divorziati, che si detestano profondamente e non fanno nulla per migliorare la situazione. Guarda la gallery  «Non è né una storia d'amore, né una commedia romantica», ha dichiarato il regista «Anzi, oserei quasi dire che si tratta di una commedia antiromantica… venata di avventura. Quasi subito, con i co-sceneggiatori, abbiamo pensato a una serie di film degli anni Ottanta che erano per noi fonte d'ispirazione, in particolare quelli interpretati dalla coppia Michael Douglas-Kathleen Turner, che hanno incarnato alla perfezione due individui che si amano e si detestano mentre vivono delle avventure folli. Quindi abbiamo scritto pensando a “La guerra dei Roses”, “All'inseguimento della pietra verde”. La cosa più difficile è stata mantenere un equilibrio tra i due: non volevamo che ci fossero “un cattivo” e “un buono”, ognuno, a turno o contemporaneamente, fa il possibile per nuocere all'altro. Volevamo che, nei vari momenti del film, ogni spettatore potesse farsi una sua opinione sul loro rapporto. E poi dovevamo sviluppare il concetto di road-movie. In fase di scrittura, l'idea della corsa contro il tempo ci ha aiutati a costruire il ritmo della narrazione: la nostra coppia doveva andare avanti in fretta per arrivare in tempo alle nozze della figlia». A interpretare il film Dany Boon (già visto in “Il mio migliore amico” e “Giù al Nord”) e Valérie Bonneton. «Le riprese sono durate dodici settimane e si sono svolte in cinque paesi diversi», continua il regista «Abbiamo percorso diecimila chilometri durante i sopralluoghi e cinquemila durante le riprese. Ho cercato e scelto ogni singolo posto del film. Abbiamo iniziato a girare a Monaco di Baviera e poi abbiamo attraversato la Germania e l'Austria fino alla Croazia, cambiando posto tutti i giorni: ventiquattro luoghi diversi in venticinque giorni... È stato al tempo stesso massacrante ed eccitante».

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