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Audreyworldnews

FERRARI 70° ANNIVERSARY

le celebrazioni ferrari per i 70anni a maranello

FERRARI 70° ANNIVERSARY

audrey a maranello

"Esiste una sottile “linea rossa” che percorre il mondo e che unisce milioni di persone, disegnando una costellazione di emozioni e desideri, simili a quelli di una “religione”. Una passione che supera ogni limite, che prende gli occhi prima del cuore, che pare essere “inspiegabile” ma, che in sé, ha tutte le ragioni di essere “sostanza”.

lo spetatcolare show  celebrativo a maranello durante la serata evento

E’ il sogno di un bambino e di un cavallo fatto di stelle, che poi si trasforma in automobile che corre insieme lui fino alla fine della esistenza per ritornare in cielo, lasciando sulla terra, il simbolo meraviglioso della velocità.
“Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un automobile, sicuramente la farà rossa.” - Enzo Ferrari

il rosso ferrari

Questo è lo spirito, l’essenza, la passione, il senso della sua esistenza che 70° anni dopo, si è ha celebrato a Maranello intorno alla Ferrari. Da tutto il pianeta sono giunti i “Super Clients”, amici, giornalisti e uomini che hanno fatto la storia del - Concetto spaziale – “Ferrari”, e hanno celebrato i ricordi, i sogni, le automobili e il futuro di questa “Storia” in cui tutti gli elementi grondano di passione, competizione, “sudore e bellezza italiana”.

audrey in posa su una ferrari

Una storia in cui è ancora presente il cuore e la vita di Enzo attraverso gli occhi di suo figlio Piero, l’ultimo testimone della dinastia Ferrari, che più di ogni altro conserva e custodisce tutto quello che l’uomo Ferrari non ha consegnato al suo “mito” e che solo a pochi è dato di sapere.

le ferrari degli ospiti appasionati sulla posta di fiorano

Ho conosciuto Piero Ferrari, ho avuto l’onore di incontrarlo in varie occasioni, e mi ha sempre emozionato il suo stile, la sua classe, il suo modo gentile di ascoltare e accogliere tutti. Allo stesso modo mi ha sempre incuriosito immaginare il grande peso e la responsabilità di chiamarsi Ferrari ed essere figlio di un “Mito”, e nel mio “mondo” rappresenta il cuore e l’essenza della Ferrari.

piero ferrari

Non so se Piero, a festa finita, abbia dialogato “spiritualmente” con suo padre – mi piacerebbe immaginare i cosa si sono detti - ma è certo che lui è stato l’elemento scatenante che mi ha permesso di leggere questo evento con gli occhi di chi vede una favola realizzarsi. Mi ha “toccato” la sua presenza e mi piace immaginare che Enzo, attraverso i suoi occhi, sia stato presente a queste memorabili celebrazioni, e abbia osservato il suo sogno di bambino realizzato oltre la propria vita.

Forse è un pensiero sbagliato, o forse no, ma chissà se l’orgoglio di Enzo è stato presente anche nel gentile silenzio di Piero, che come un sacerdote e fedele custode dei valori e dello spirito guida “Ferrari”, ha presenziato in silenzio alle celebrazioni, nascondendo sentimenti ed emozioni che ha provato. L’immagine del bambino su un cavallo di stelle è il mio ricordo più bello e Piero, e la sua presenza in questo mega evento, resteranno per sempre nella mia mente come il sogno del “bambino” Enzo Ferrari visto con gli occhi del proprio figlio.

Nonostante tutto la Ferrari che oggi è uno dei più grandi Brand del lusso e dello Sport, celebrata e osannata in tutto il mondo, deve ancora tutto alla sua visione di grande “sognatore” che è riuscito a trasformare la passione per le corse, in una meravigliosa realtà, così come più straordinaria e incredibile è immaginare che il “Cavallino Rampante”, il simbolo della “Ferrari” donato dall’eroe - pilota aeronautico - Francesco Baracca nel 1927, sia diventato il marchio di ciò che oggi rappresenta grazie ad una geniale intuizione di una donna.

Nel 1929 la contessa Paolina Biancoli, madre di Francesco Baracca un giorno disse a Ferrari: “Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna …. ”. Mai come in questo caso l’intuizione geniale di una donna è riuscita in quello che milioni di esperti di marketing non avrebbero mai saputo fare.

la prima ferrari prodotta nel 1927

Il simbolo era quello che Baracca aveva sul lato destro della fusoliera del suo aereo, variazione del simbolo di uno dei più prestigiosi reparti dell’esercito italiano, il 2° Reggimento “Piemonte Reale” fondato nel 1692 dal Duca di Savoia col motto “"VENUSTUS ET AUDAX" era color argento su campo rosso.

l'edizione speciale del libro ferrari nel meraviglioso leggio di metallo disegnato dal designer marc newson per taschen

Francesco Baracca lo cambiò in nero per farlo spiccare maggiormente rispetto al colore della fusoliera dell’ aereo e divenne il suo simbolo personale con cui rivendicò le sue origini militari e l'amore per i cavalli. Enzo Ferrari cosi come lui stesso racconta disse: “Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena”. 70 anni dopo un'altra donna, quasi casualmente, ha aggiunto un nuovo tassello alla già grande storia di Ferrari, realizzando uno dei più memorabili oggetti del desideri che è già un culto tra gli appassionati della storia dell’automobile e del design.

Disegnato dal grande designer Marc Newson, già disegnatore degli Apple Watch e Iphone, nonché di oggetti di design di culto per i brand più importanti al mondo, l’oggetto è un meraviglioso pezzo di design da tenere in casa come un’opera d’arte: la testata di un motore Ferrari in metallo, sorretto da gli scappamenti che ne formano le gambe, al cui interno, si conserva il libro dei 70 anni di Ferrari.

il giornalista pino allievi e marlen taschen della taschen

Marlene Taschen della “TASCHEN” books, una delle leggende dell’editoria mondiale, grazie all’aiuto di un grande amico personale di Ferrari e di Taschen, mr. Monty Shadow che l’ha guidata e supportata con le sue public and personal relations, è riuscita a realizzare un’opera che è all’altezza dei capolavori prodotti a Maranello.

la pista di fiorano durante l'evento

Una grande copertina “Rosso Ferrari” su cui si staglia il "Cavallino rampante” colore argento come il simbolo originale del 2° Reggimento “Piemonte Reale”, conserva nelle sue pagine una opera ricca di contenuti e particolari raccolti e raccontati dal grande giornalista Pino Allievi, una delle più grandi memorie storiche della storia Ferrari.

Ancora una volta la forza estetica della bellezza supera quella della razionalità e, in pieno accordo con lo spirito dell’emozione, il pezzo di design che è già un pezzo d’arte, conserva nel suo interno, il segreto del mondo Ferrari, consegnandoci in modo particolare ed unico una grande storia dell’umanità.

Enzo Ferrari: il suo sogno, la nostra “eredita”.

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