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SPECIALE - MARIO VENUTI  

venuti testa

« Considero Recidivo un album malinconico. Anzi, agro-dolce, consono ai tempi barbari che ci tocca vivere oggi. E volete sapere come mi sento io, oggi? Io mi sento un "bandito", un "uomo di frontiera" che persegue i propri ideali di bellezza in un mondo che ormai, forse, non gli appartiene più...»

Ecco come Mario Venuti ha presentato il suo nuovo album (il settimo di studio) "Recidivo" giunto adesso alla fase forse più emozionante per un album: quella della "prova del fuoco", dell'esibizione live. Parte infatti alla fine di gennaio il tour del geniale musicista, che tocca le principali città siciliane e poi si snoda in un itinerario (scandito tra tappe acustiche e momenti elettrici) che porterà i suoni di Venuti in Puglia, a Napoli, Roma, Firenze, Milano e Torino. E grande è l'attesa per sentire "dal vivo" le nuove dodici canzoni dell'artista, realizzate tra Catania, Milano e Londra e ricche di suoni, fraseggi chitarristici e atmosfere "calde", miscelate a pop-rock dalle sfumature "americane". Storie d'amore, malinconie e rimpianti. Ma anche grande energia, e un senso di rinascita vitale, nel nuovo album di Venuti. Che convoca a dargli man forte "vecchi amici" come Carmen Consoli ("La vita come viene", aspra e toccante storia di una prostituta di paese) e Franco Battiato (Spleen#132), e "nuovi ospiti" come Cesare Cremonini ("Un cuore giovane"). Tra storie di amori disapprovati dalla morale comune (la titletrack) e leggende suggestive legate alla tradizione come la smagliante "Galatea", dedicata alla passione infelice: della ninfa omonima per il bel pastore Aci e del ciclope Polifemo per la ninfa. Con un tocco di spiazzante originalità: a raccontare la vicenda non sono come al solito gli amanti, ma il ciclope, reso violento dalla gelosia. Un album dunque ricco di storie e sonorità, che conferma l'affascinante percorso artistico di Mario Venuti, giovane studente d'arte nella sua Sicilia d'origine, ben presto folgorato dalla musica, e dunque preso dalle lezioni di pianoforte, chitarra, sassofono e flauto traverso. Diciassettene, compone le prime canzoni e dà vita a una band entrata nella storia del rock italiano, i Denovo, fatta di musica, intelligenza, ironia e appeal originale. I riconoscimenti fioccano, dal secondo posto al Festival del Rock Italiano di Bologna del 1982 (primi sono i Litfiba) alle esibizioni al Festival di Sanremo. Gli anni Novanta sono quelli delle esperienze da solista e dell'arricchimento sonoro grazie alle atmosfere e alla musicalità del Sud America. Una dieta a base di samba, bossanova e tanto Caetano Veloso portano Venuti all'album "Un po' di febbre": pop raffinato e originale, venato di sfumature tropicaliste. È l'inizio di una carriera in crescendo, che lo vede aggiungere altre perle alla sua discografia (gli album "Microclima", "Mai come ieri", "Grandimprese", che contiene la celeberrima "Crudele"), comporre per grandi interpreti (Carmen Consoli, che tiene a battesimo con l'eccezionale "Un amore di plastica", Raf, Syria e Antonella Ruggiero, che vince il Festival di Sanremo del 2005 interpretando la sua "Echi d'infinito"), suonare al Concerto del 1 maggio (nel 2005) e debuttare al teatro Greco di Taormina in "Datemi tre caravelle", con Nicky Nicolai e Alessandro Preziosi. Ora è la volta del tour per "Recidivo". E come promette il titolo, anche questa volta Venuti saprà nuovamente dosare l'incanto e il talento musicale che gli sono propri...

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