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Ci riuscirono Elio Petri e Francesco Rosi con 'Il caso Mattei' e 'La classe operaia va in Paradiso': era il ’72. Replicarono 6 anni dopo Ermanno Olmi e Marco Ferreri con 'L’albero degli zoccoli', Palma d’oro e 'Ciao maschio': questa volta a mettere a segno la doppietta sono stati Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, con due film forti e coraggiosi entrambi interpretati da Toni Servillo: 'Gomorra' tratto dal romanzo di Roberto Saviano e 'Il Divo', ritratto di Giulio Andreotti del quale il Senatore a vita dice ‘Non ne sentivo il bisogno’.
Sean Penn e i suoi 8 giurati li hanno premiati con il Grand Prix e il Premio della Giuria, Sergio Castellitto lascia intuire che fino a sabato per Gomorra avrebbe anche potuto essere Palma d’Oro, ma poi è arrivato il bellissimo film di Laurent Cantet 'La classe' dall’omonimo best seller. E allora chapeau! Del resto se a noi il massimo riconoscimento manca dal 2001 quando lo vinse Nanni Moretti con La stanza del figlio, la Francia, padrona di casa, era a bocca asciutta da 21 anni. Miglior attore Benicio Del Toro per il 'Che' di Steven Soderbergh, migliore attrice la brasiliana Sandra Corveloni per 'Linha de passe' di Walter Salles e Daniela Thomas. Miglior regia quella del turco Ceylan con 'Le tre scimmie', miglior sceneggiatura quella del film dei fratelli Dardenne 'Il silenzio di Lorna'. Premi speciali del 61mo a Catherine Deneuve e Clint Eastwood, che però non lo ha ritirato. |