Sting | symphonicity tour
Sting: preparando il Symphonicity Tour (482.04000854492)
Symphonicity featuring the Royal Philharmonic Concert Orchestra conducted by Steven Mercurio
25 ottobre Teatro Verdi a Firenze
2 novembre Teatro degli Arcimboldi a Milano
3 novembre Palaolimpico a Torino
10 novembre Auditorium Parco della Musica a Roma
È una nuova sorpresa da parte di Sting. Che, dopo averci incantato con un tour in piccoli spazi suggestivi a base di musica per liuto dell’età elisabettiana (2006, “Songs From The Labyrinth”) e di antichi inni folk (“Winter’s Night”, 2009) e stregato con la reunion dei Police che ha conquistato le arene mondiali, torna adesso con un emozionate progetto, la tournée “Symphonicity Tour: Sting featuring the Royal Philharmonic Concert Orchestra, conducted by Steven Mercurio”. Un tour dedicato al suo ultimo album, “Symphonicities”, che rilegge in chiave sinfonica (con l’accompaganamento della London's Royal Philharmonic Concert Orchestra ) i suoi grandi successi da solista e del periodo in cui era membro dei Police.
Le date del tour
Un album (pubblicato da Deutsche Grammophon) che vanta tra le sue tracce brani come “Every Little Thing She Does Is Magic”, “Englishman In New York”, “Roxanne”, “End of the Game”, “She's Too Good For Me”. Il tour dedicato a questo emozionante progetto sonoro è partito da Vancouver il 2 giugno 2010 ed è proseguito nel Nord America per tutta l’estate. Adesso è la volta dell’Europa e soprattutto dell’Italia. Sting è atteso il 25 ottobre al Teatro Verdi di Firenze, il 2 novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il 3 al Palaolimpico di Torino e il 10 novembre a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia.
La scaletta dei concerti prevede anche pezzi memorabili della carriera dell’artista non compresi nell’album, da “'Every Breath You Take” a “Fragile”, “Russians”, “If I Ever Lose My Faith in You”, “Fields of Gold” e “'Desert Rose”. «È più facile suonare con una rock band» ha confessato Sting «durante i rock show, la gente è sommersa dai suoni, non parla, perché tanto non si sentirebbe nulla di quel che dice. Con questo concerto invece il livello sonoro è diverso e bisogna lavorare di più per catturare l’attenzione del pubblico. Ma sono abituato a mettercela tutta». E chi ha visto le tappe precedenti del tour può affermarlo: Sting soprende sempre la sua audience e non annoia mai, neanche se stesso. Reinventa pezzi classici del suo repertorio o scova brani dimenticati, dando loro una nuova veste smagliante.
Tra pop e musica sinfonica
L’artista ne è consapevole, e infatti afferma che «In questo dialogo tra pop e musica sinfonica c’è qualcosa del cabaret. Ma queste canzoni hanno abbastanza movimento armonico da poter essere suonate da un’orchestra. Non so dove ci porterà questo viaggio sonoro, ma poterlo intraprendere è già di per sé una ricompensa». Si tratta di un viaggio che Sting ha preso davvero seriamente: basta ascoltare come la sua voce si staglia sugli arpeggi e sugli arrangiamenti degli archi, solida e pura come fosse a sua volta uno strumento musicale. E per chi ha avuto il piacere di assistere già al concerto, i paragoni hanno perfino scomodato, per l’intensità dell’interpetazione, il teatro musicale di Kurt Weill e Stephen Sondheim.
Sting e i Police
Simili recensioni non sono certo una novità per l’artista, nato Gordon Sumner a Wallsend, Gran Bretagna, nel 1951 e diventato Sting negli anni Settanta quando suonava in band jazz come i Jazzmen indossando una maglia a righe gialle e nere (da cui il soprannome sting che in inglese vuol dire “pungiglione”). È però con i Police che Gordon segna la sua nascita artistica. Con i compagni di band Stewart Copeland e Henry Padovani (ben presto rimpiazzato da Andy Summers) regala al pubblico album memorabili come “Reggatta de Blanc”, “Ghost In The Machine”, “Synchronicity” . Il 1985 è l’anno del primo album solista, “Dream of the Blue Turtles”, tre volte disco di platino. Seguono altri dischi di spessore, come “The Soul Cages”, “Ten Summoners Tales”, “Brand New day”, “ … All This Time”. E collaborazioni con star come Branford Marsalis, Mary J. Blige, Bryan Adams, Rod Stewart.
Tra cinema e impegno
Sting non si è sottratto alle lusinghe del cinema: ha recitato in “Quadrophenia”, “ Dune”, “Plenty”, “The Bride” e a teatro ne”L’Opera da tre soldi” di Bertold Brecht con musiche di Kurt Weill. Nel 2007, per il trentennale di un classico del repertorio dei Police, “Roxanne”, la band eccezionalmente si è riformata. Un evento che però a detta della band non si ripeterà in futuro. D’altronde, Sting oltre alla musica e ai tour segue anche altre attività, ben noto è infatti il suo impegno a favore della difesa della foresta pluviale amazzonica (ha infatti fondato la Rainforest Foundation) e delle cause umantarie.