Rufus Wainwright| Out of the game
È compositore, cantante, performer. E non c’è genere musicale che non lo abbia attratto e che non abbia sperimentato (con la sola eccezione forse dell’heavy metal…). Perché Rufus Wainwright spazia come nulla fosse tra musica pop, rock, opera, teatro, musica per balletti e cinema (anche in veste di attore). Dopo averci regalato lo strepitoso tributo a Judy Garland (“Rufus does Judy at Carnegie Hall”), la sua prima opera “Prima Donna” (in scena questa primavera alla New York City Opera), e “All days are nights: songs for Lulu” (con l’adattamento dei sonetti di Shakespeare), Rufus, (figlio dei cantanti folk Loudon Wainwright III e Kate McGarrigle, e fratello di Martha Wainwright) torna adesso con un disco pop, “Out of the game”. Un pop speciale, però. Sia perché porta la firma Wainwright. Sia perché ad affiancare l’artista è il produttore Mark Ronson, già celebre per aver lavorato con Amy Winehouse e Christina Aguilera.
Il risultato sono dodici brani smaglianti, che secondo Rufus si rifanno a grandi artisti come Elton John e Steely Dan, e passano con incantevole disinvoltura dagli arrangiamenti per fiati e archi di “Jericho” al trascinante doo-wop di “Rashida”, al pop perfetto di “Welcome to the ball”. «Conosco qualcosa della musica pop» ha confessato divertito al proposito Rufus «ma il mio vero fulcro ispiratore è la musica classica; ecco perché ero pronto a prendere tutto il buono che Mark Ronson poteva portare a questo disco, e lasciare che fosse lui a guidare. Penso che questo sia il miglior album che io abbia mai realizzato, in cui la mia voce raggiunge un livello emotivo davvero intenso».
Grande musica, ma anche grandi emozioni personali. Perché Rufus ha attraversato un periodo particolare della sua vita, stringendo il legame sentimentale con il suo compagno Jorn Weisbrodt, ma perdendo purtroppo la madre dopo una lunga malattia. Questi avvenimenti si riflettono nelle canzoni, come in “Montauk”, “Respectable dive”, “Song of you” (dedicati alla famiglia di Rufus, di cui fa parte anche la figlia Viva), e “Sometimes you need” e “Candles” (in cui ricorda la madre). «Ho attraversato diverse esperienze, ultimamente» confessa Rufus «sono cambiato, cresciuto, e volevo che questo si sentisse nel mio album. Forse nel passato ho creato confusone in qualcuno, con la mia musica, ma questa volta ho trovato un equilibrio, un calore emotivo, che fa la differenza. E questa è sempre stata la mia missione: creare dischi che facciano capire quanta ricca e varia, ma al tempo stesso profonda, può essere la musica».
Rufus Wainwright - Out Of The Game - Album

- Genere:
- Soul - Pop
- Pubblicato:
- 2012
- Universal
- CD1
| Out Of The Game | 00.30 |
| Jericho | 00.30 |
| Rashida | 00.30 |
| Barbara | 00.30 |
| Welcome To The Ball | 00.30 |
| Montauk | 00.30 |
| Bitter Tears | 00.30 |
| Respectable Dive | 00.30 |
| Perfect Man | 00.30 |
| Sometimes You Need | 00.30 |
| Song Of You | 00.30 |
| Candles | 00.30 |