Peter gabriel | new blood - live in london
Immaginate un teatro di West London (L’HMV Apollo), un’orchestra di 46 elementi (la New Blood Orchestra), un regista ricco d’inventiva (Blue Leach, già alle prese con i lavori più creativi di R.E.M. e Depeche Mode) e soprattutto un innovatore sonoro come Peter Gabriel, alle prese con “New Blood”, la rilettura (grazie anche al talento dell’arrangiatore John Metcalf) di alcuni dei suoi brani più suggestivi e più adatti a una versione orchestrale. Il risultato è “New Blood Live in London”, il dvd (filmato sia in 2D che in 3D, e disponibile in dvd, Blu Ray, 3D Blu Ray e in un’edizione multimedia Deluxe con tanto di libro fotografico) che riprende le due serate londinesi di Peter Gabriel e della New Blood Orchestra alle prese con questo nuovo stimolante progetto sonoro-tournée.
Emozioni orchestrali
Progetto che da squisitamente musical-orchestrale si fa anche visivo, grazie a una serie di riprese (diverse per il 2D e il 3D, per mettere meglio in luce le diverse caratteristiche dei due formati) emozionanti, nate da oltre duemila ore di materiale girato e con un lavoro di montaggio durato oltre due mesi. Il picco emotivo e artistico si raggiunge nel brano “Salsbury Hill”, durante il quale l’esuberanza dell’orchestra fa sì che l’intera audience si alzi in piedi per manifestare il proprio commosso entusiasmo. Né poteva essere altrimenti quando in scena ci sono i brani più intensi (e magari meno noti) di Peter Gabriel, che nel 2010 aveva appunto deciso di portarli in tour (New Blood Tour), per la direzione di Ben Foster e con il supporto delle splendide voci di sua figlia Melanie Gabriel e della cantante Ann Brun. Un progetto speculare al precedente “Scratch my back”, del 2010, una raccolta di cover di grandi artisti (“The boy in the bubble” di Paul Simon, “Heroes” di David Bowie, “Street Spirit (Fade Out)”, dei Radiohead, “I think it’s going to rain today” di Randy Newman) interpretate da Gabriel.
Dai Genesis alla svolta solista
Ma queste sono solo le ultime prodezze sonore di un artista di talento come Gabriel, che nel corso degli anni ha sempre saputo come incantare e regalare musica profondamente originale al suo pubblico. Ha appena 17 anni, nel 1967, quando dà vita alla band britannica dei Genesis, vera pietra miliare della storia della musica. Nel 1975, dopo “The lamb lies down on Broadway”, si dà alla carriera solista, creando album conosciuti dal pubblico grazie al numerale della loro sequenza temporale o all’immagine di copertina (“Car”, “Scratch”, “Melt”, “Security”). Questi dischi, oltre a contenere gemme come “Solsbury Hill”, “Shock the monkey”, “Games without frontiers” e “Biko”, si distinguono anche per la loro ricerca di innovazioni tecniche. Gli anni Ottanta sono quelli del Womad (World of Music, Arts and Dance, una serie di festival internazionali per diffondere l’arte moderna e tradizionale dei paesi meno conosciuti), dei Real World Studios (a Bath) e dell’etichetta discografica Real World, per diffondere e far conoscere la musica non occidentale.
L'impegno sociale
Contemporaneamente ai suoi interessi multimediali (cd rom innovative come Explora e Eve) e a una produzione discografica di altissimo livello (“So” del 1986, premiato col Grammy e contentente il singolo, “Don’t give up” con Kate Bush; “Us”, del 1992; “Up”, del 2002, registrato in Senegal, Francia, su una barca in Amazzonia e ai Real World, con i contributi di Nusrat Fateh Ali Khan e Peter Green), Gabriel si impegna nel sociale con Amnesty International (partecipando ai suoi numerosi tour nel mondo) e Greenpeace; partecipa ai concerti per la liberazione di Nelson Mandela a Londra (1988 e 1990), è co-fondatore del progetto Witness, che incoraggia l’uso creativo dei nuovi media, si dedica alle colonne sonore (“Birdy” di Alan Parker, “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese) e dà vita alla piattaforma Od2, per distribuire musica digitale (2000). E questo solo per citare alcune delle attività principali di questo artista dai molti talenti. Che ora arriva a emozionare con il suo “New Blood”. E ne siamo certi, saprà ancora come sorprenderci…