James blunt | some kind of trouble
Per presentare il suo terzo album, “Some kind of trouble”, James Blunt ha dichiarato: «è un disco diverso, ho deciso di non scrivere più canzoni tristi che riguardano il povero sfortunato James Blunt». E infatti il singolo “Stay the night” è percorso da una vena gioiosa e scaccia malinconia (grazie anche alla storia narrata, sulla nascita di un nuovo possibile amore). Ma il Blunt che tutti amano (e dodici milioni di copie vendute del primo album, “Back to bedlam” ne sono una bella dimostrazione), romantico e suggestivo, da vero “british crooner” torna a far capolino in parecchi brani del nuovo cd.
Un brillante James Blunt
Qualche esempio? Le toccanti armonie di “If time is all I have”, o il sound seducente di “Best laid plans”. Il “tocco James Blunt” trionfa poi nella brillante “These are the words”, canzone sulla perdita del primo amore. Il produttore Tom Rothrock ha dato un pizzico di styling retro-Seventies alle sonorità del disco, che così a tratti fa pensare ai migliori Fletwood Mac e in “Superstar” (brano sulla fine del sogno americano a causa dei reality show) cita gli arrangiamenti vocali dei Bee Gees. Non male per un artista inglese (è nato nei pressi di Londra nel 1974), il cui destino sembrava aver poco a che fare con la musica e le hit: James (figlio di un colonnello dell’esercito briannico) infatti, dopo aver studiato Ingegneria aerospaziale, si era iscritto alla Royal Military Academy di Sandhurst, era entrato in cavalleria e aveva ottenuto i gradi da capitano. Ma già durante il suo servizio in Kossovo aveva composto un brano, “No bravery”. E in seguito, dopo essere entrato nella città di Pristina, aveva capito che quella delle armi non era esattamente la sua professione. Da qui l’abbandono dell’uniforme, la firma di un contratto discografico (grazie anche all’interessamento di Linda Perry) e l’uscita del disco “Back to Bedlam”. Album che, dopo il terzo singolo “You’re beautiful”, ha sbancato in tutto il mondo (numero 1 in Gran Bretagna, 5 nomination ai Grammy Award, tour trionfali in Europa, Stati Uniti e Giappone). Il secondo album, “All the lost souls” è uscito nel 2007 ed è stato composto in gran parte a Ibiza. Adesso è la volta del terzo disco: e di nuovo James Blunt si affaccia alla conquista del mondo. Senza armi, naturalmente. Solo con la sua musica…
James Blunt Some kind of trouble

- Genere:
- Soul pop
- Pubblicato:
- 2010
- Warner
- CD1
| Stay the night | 00.30 |
| Dangerous | 00.30 |
| Best laid plans | 00.30 |
| So far gone | 00.30 |
| No tears | 00.30 |
| Superstar | 00.30 |
| These are the words | 00.30 |
| Calling out your name | 00.30 |
| Heart of gold | 00.30 |
| I'll be your man | 00.30 |
| If time is all I have | 00.30 |
| Turn me on | 00.30 |