Herbie Hancock | The imagine project

«La musica è davvero il linguaggio universale. “The Imagine Project” esplora questo concetto, unendo molteplici culture attraverso la canzone e l'espressione creativa positiva. La mia speranza è che la musica riesca a creare armonia nel mondo a tutti i livelli»

Con queste parole il leggendario artista saluta il suo nuovo album “The Imagine Project” e festeggia anche il suo settantesimo compleanno. Un grande regalo musicale: sia perché il talento di Hancock è riconosciuto a livello planetario (12 i Grammy Award finora vinti), sia perché il disco ospita alcuni degli artisti più stimolanti e creativi oggi in circolazione.

Al fianco di Hancock ci sono infatti, tanto per fare alcuni nomi, Anoushka Shankar, Seal, Pink, John Legend, Juanes, Jeff Beck, Dave Matthews, Chaka Khan, Tinariwen, The Chieftains, Marcus Miller, Wayne Shorter, Los Lobos, India.Arie, James Morrison. Artisti provenienti da diverse parti del mondo, perché il concetto che a Hancock sta a cuore esprimere è quello della pace e della responsabilità globale.
Ecco il motivo per cui gran parte delle registrazioni sono state filmate nei luoghi di provenienza di ogni artista, e va riconosciuto che le tracce fanno proprio sentire
lo spirito, il cuore, i suoni, i colori e i sapori di ciascuna ambientazione, creando un’esperienza musicale e sensoriale completa.

Un grande progetto, che non poteva che nascere nella mente di un artista d’eccezione, maestro riconosciuto del jazz acustico ed elettronico, amato e apprezzato anche dagli amanti del pop più raffinato. Il suo è l’itinerario di un artista completo: nato a Chicago nel 1940, già a
11 anni esegue un concerto per pianoforte di Mozart con la Chicago Shymphony Orchestra. Laureato sia in musica che in ingegneria elettronica, nel 1963 entra nel celeberrimo Miles Davis Quintet (e partecipa alle registrazioni di capolavori assoluti come “In a Silent Way e “Bitches Brew”). Nel 1966 il regista Michelangelo Antonioni lo chiama per le musiche del suo capolavoro “Blow Up”, ed Hancock inizia così una carriera di successo nella musica per il cinema e la televisione.

The Imagine Project

Herbie Hancock: The Imagine Project
Genere:
jazz
Pubblicato:
2010
Sony
Rating
  • CD1
Imagine Feat. P!NK, Seal, India.Arie, Jeff Beck, Konono N1 e Oumou Sangare
Don't Give Up Featuring P!NK & John Legend
Tempo de Amor Featuring Ceu
Space Captain Featuring Susan Tedeschi e Derek Trucks
The Times, They Are A' Changin' Feat. The Chieftains, Toumani Diabete e Lisa Hannigan
La Tierra Featuring Juanes
Tamatant Tilay / Exodus Featuring Tinariwen, K'NAAN e Los Lobos
Tomorrow Never Knows Featuring Dave Matthews
A Change Is Gonna Come Featuring James Morrison
The Song Goes On Feat. K.S. Chithra, Chaka Khan, Anoushka Shankar e Wayne Shorter


Un grande progetto, che non poteva che nascere nella mente di un artista d’eccezione, maestro riconosciuto del jazz acustico ed elettronico, amato e apprezzato anche dagli amanti del pop più raffinato. Il suo è l’itinerario di un artista completo: nato a Chicago nel 1940, già a
11 anni esegue un concerto per pianoforte di Mozart con la Chicago Shymphony Orchestra. Laureato sia in musica che in ingegneria elettronica, nel 1963 entra nel celeberrimo Miles Davis Quintet (e partecipa alle registrazioni di capolavori assoluti come “In a Silent Way e “Bitches Brew”). Nel 1966 il regista Michelangelo Antonioni lo chiama per le musiche del suo capolavoro “Blow Up”, ed Hancock inizia così una carriera di successo nella musica per il cinema e la televisione.

Gli anni Settanta vedono il disco di platino “Head Hunters” (con l’omonima band) e il suo trionfo anche nelle classifiche pop. Le soddisfazioni proseguono anche nel decennio successivo: nel 1980 Herbie Hancock produce l’album di debutto del trombettista Wynton Marsalis e si esibisce in tournée con lui. Collabora con Bill Laswell per “Future Shock”
(disco di platino), il cui singolo “Rockit” vince il Grammy come Miglior Brano R&B Strumentale (e il video vince cinque MTV Awards). Arriva anche l’Oscar, nel 1986, per la colonna sonora del grande film di Bertrand Tavernier “Round Midnight”. Non solo jazz, comunque: nel 2001 Herbie si unisce a Bill Laswell per collaborare con alcuni giovani artisti hip-hop e techno a “Future2Future” , nel 2005 è al fianco di artisti come Sting, Annie Lennox, John Mayer, Christina Aguilera, Paul Simon, Carlos Santana, Joss Stone in “Possibilities”.

Con l’album tributo a Joni MitchellRiver: The Joni Letters” (con la partecipazione di Wayne Shorter, Dave Holland, Vinnie Colaiuta e alle voci Norah Jones, Tina Turner, Corinne Bailey Rae, Luciana Souza, Leonard Cohen e la stessa Mitchell) vince due Grammy Award: Miglior Album Jazz Contemporaneo e Album dell’Anno.

Oltre che grande artista, Herbie Hancock è anche attivamente impegnato sul fronte dell’educazione e dell’impegno sociale. È infatti
Creative Chair for Jazz per la Los Angeles Philharmonic Associaton, e Presidente del Thelonious Monk Institute of Jazz, la più importante organizzazione internazionale dedicata allo sviluppo della performance e formazione jazz nel mondo. È anche il fondatore della International Committee of Artists for Peace (ICAP).



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