Nessuna barriera stilistica per
Yo Yo Ma, classe ’55, uno dei più grandi violoncellisti di tutti i tempi. Enfant prodige protagonista di un debutto – a soli 8 anni (!) – al fianco del compianto direttore d’orchestra e compositore
Leonard Bernstein, allievo del leggendario
Pablo Casals, sommo esecutore del repertorio classico con oltre settanta incisioni al proprio attivo,
Yo Yo Ma ha avvicinato il pubblico della musica colta, spesso ostile alle contaminazioni “leggere”, alla grande audience popolare. E viceversa. Il nuovo album
“Songs of Jay and Peace” - come ha spiegato lo stesso musicista franco-cinese – è “
nato dall’idea di una festa che accomuna persone e suoni grazie all’infinita gioia e alle molte gioie che si possono trovare nel mondo”. Non solo una celebrazione del lungo sodalizio artistico e professionale di
Ma con il colosso CBS/ Sony, ma anche il coronamento di una vita votata alla musica e all’incontro di culture e mondi lontani solo in apparenza. Con i suoi strumenti preziosi (Lo Stradivari “Davidoff” del 1712 e un Montagnana del 1973) e con la complicità di icone del jazz, della world-music e della musica classica, l’eclettico violoncellista ha scolpito nuove interpretazioni destinate a rimanere nel tempo.
Diana Krall,
Dave Bruceck,
James Taylor,
Paquito D'Rivera e
Chris Botti sono solo alcuni dei nomi eccellenti che l’hanno affiancato in questo progetto corale. Il virtuoso che ha stregato il mondo con le sue interpretazioni di
Piazzolla o con i celeberrimi duetti con
Bobby McFerrin è tornato con “
brani che parlano di gioia e di pace che operano insieme e per i quali dobbiamo impegnarci”.
Parola di
Yo Yo Ma.
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