Vita da Arbiter

Una leggenda fatta a fette

Wilhelmus Adrianus van Berkel era un macellaio con la passione per la meccanica. Coniugando esperienza e funzionalità, metodo e dedizione, nel 1898 realizzò uno strumento rivoluzionario in grado di riprodurre meccanicamente il cosiddetto «taglio perfetto». Un’intuizione geniale che portò alla nascita della prima fabbrica di affettatrici al mondo, Berkel, ancora oggi sinonimo di affidabilità ed eccellenza. Fu la genesi di un mito: la «Volano rossa», che negli anni è diventata anche un’icona di de

«Questa non è un’affettatrice». Entrando nel tempio di Berkel, nel Varesotto, là dove una tradizione lunga 120 anni tramanda con passione l’arte del taglio perfetto, il pensiero può andare a René Magritte e al suo celebre quadro surrealista Il tradimento delle immagini, in cui è dipinta una pipa seguita da una sorprendente didascalia in corsivo che afferma: «Questa non è una pipa». Fermandoci a osservare una delle meravigliose macchine a volano prodotte con cura artigianale da Berkel, l’eleganza delle linee, l’armonia dei movimenti, la lucentezza della lama e quel rosso inconfondibile divenuto un marchio di fabbrica, non possiamo che riflettere, come il pittore belga, sulla differenza tra un oggetto e la sua rappresentazione. Arrivando ad affermare che no, «questa non è un’affettatrice». 

Per comprendere il senso della nostra provocazione dobbiamo tornare nei Paesi Bassi, nel 1898, quando Wilhelmus Adrianus van Berkel, un macellaio con la passione per la meccanica, coniugando esperienza e funzionalità, metodo e dedizione, realizzò uno strumento rivoluzionario in grado di riprodurre meccanicamente il taglio manuale con il coltello, il cosiddetto «taglio perfetto». Un’intuizione geniale che portò alla nascita della prima fabbrica di affettatrici al mondo, ma anche alla genesi di un mito: quello della Volano rossa Berkel. Il meccanismo di base è rimasto inalterato: una manovella avvia la rotazione del volano. La lama concava inizia a roteare e il carrello, su cui è fissato il prodotto da affettare, viene spinto verso di essa. Un dispositivo graduato consente di impostare l’avanzamento del carrello e di conseguenza lo spessore del taglio (che nelle affettatrici elettriche, invece, è il risultato della distanza tra la lama e una piastra, detta vela, su cui viene appoggiato il prodotto). La Volano venne prodotta fino all’inizio degli anni 60, quando fu sostituita dai più funzionali modelli elettrici. Eppure il suo stile inconfondibile e senza tempo non è svanito con la velocità del progresso tecnologico: nei decenni successivi ha via via assunto un ruolo da protagonista nel mercato del collezionismo vintage, finché quattro anni fa l’azienda ha deciso di rimetterla in produzione. Non repliche moderne, ma le Volano di 120 anni fa, con le dovute modifiche per rispondere alle normative vigenti in tema di sicurezza, utilizzando materiali all’avanguardia: per esempio si è passati dalla ghisa cromata all’acciaio inossidabile spazzolato a specchio, ottenendo lo stesso effetto estetico, con contenuti tecnologici più avanzati. Sono state anche eliminate le plastiche (bachelite), sostituendole con alluminio aeronautico ossidato nero (ergal), che dà garanzie di igiene e durata nel tempo. 

La Volano, quindi, nata senza strategie di marketing con uno scopo squisitamente tecnico, funzionale, è riuscita ad affermarsi con il tempo non solo come l’affettatrice per antonomasia, ma anche come icona di design. E oggi è ricercata da arredatori, architetti o semplici appassionati che la acquistano senza nemmeno usarla, interpretandola come originale elemento d’arredo, affascinante en pendant di un ambiente classico o seducente pezzo vintage in un contesto contemporaneo. Le peculiarità della Volano vengono persino accostate a quelle di una figura femminile, in particolare di una sinuosa ballerina. Per la precisione che incanta e, meticolosa, disegna la perfezione della sua magnificenza. Per l’eleganza della forma, pregiata nei dettagli, emozionante nella sua bellezza. Per la grazia del corpo che aspira all’armonia, con precisione e rigorosa geometria. Ecco perché «questa non è un’affettatrice», è molto altro. Ricerca, innovazione tecnologica e soluzioni all’avanguardia contribuiscono ad alimentare e perpetrare il mito Berkel: pur mantenendo fede alla tradizione e ai valori che l’hanno resa unica, gli artigiani propongono oggi modelli sempre più avanzati per soddisfare le nuove esigenze del mercato. «L’anima dell’azienda è costituita dalla linea Professional, che costituisce circa il 70% del fatturato», spiega Giuliano Reas, direttore generale di Berkel, acquisita nel 2014 da Van Berkel International, Gruppo Rovagnati. «La linea Professional è parte fondamentale dell’identità del marchio e si innova costantemente attraverso un’instancabile ricerca, per offrire strumenti di lavoro sempre più performanti e sicuri. Con la rinascita delle Volano, quattro anni fa, abbiamo poi dato il via alla linea Consumer, pensata per quei privati che cercano oggetti funzionali per l’affettatura, ma soprattutto icone di stile da esibire con orgoglio. Infine, abbiamo riproposto la versione elettrica con una connotazione più casalinga, colmando un gap del mercato». Non c’è dubbio, infatti, che la maggior parte delle affettatrici in vendita nei negozi di elettronica abbiano poco a che vedere con Berkel: sono oggetti di basso costo, non certo idonee a ottenere il «taglio perfetto». «Ecco allora la Red line, affettatrici domestiche con caratteristiche professionali, per soddisfare il target dell’utente medio-appassionato che vuole l’affilatoio integrato, il piatto estraibile... e la Home line, ancora più compatta, un concentrato di funzionalità e design all’avanguardia», continua Reas. «Sono apparecchi da poter usare tutti i giorni, più volte al giorno, facili da utilizzare e da pulire. Non pensati tanto per il taglio del prosciutto da 8-9 chili, ma per l’utilizzo giornaliero, per affettare le zucchine, il cavolo cappuccio, il pane… Le macchine a volano sono invece più grandi, più complesse da pulire e si prestano per lo più al taglio di prodotti compatti e stagionati». A seguito dell’acquisizione della storica coltelleria Del Ben di Maniago, cittadina friulana che vanta un’antichissima tradizione nella lavorazione delle lame, e di Omas, azienda nata nel 1949 e votata a una produzione di eccellenza e orientata per il 70% al mercato estero, la Van Berkel International è oggi tra le più importanti realtà a livello mondiale nella produzione di affettatrici di alta gamma. Negli stabilimenti del Varesotto si compie tutto il processo produttivo: dalla creazione del lingotto di alluminio alla consegna a domicilio, passando per la costruzione di ogni componente, il montaggio e il collaudo. Circa 200 le fasi di lavorazione (dalle 12 alle 50 ore per ogni macchina), dove la componente artigianale è elevatissima: non si fa nulla senza l’intervento dell’uomo. I modelli Volano partono dai 5mila euro (le «Home line» da 499 euro, le «Red line» da 899). Per celebrare i 120 anni di storia, a ottobre è prevista una mostra «concettuale», con un ingresso nel cuore della macchina, che rappresenta la tradizione. Da qui partiranno le arterie: 120 anni raccontati da un’affettatrice, la nuova Volano B114, interpretata con tecniche di decorazione molto particolari, un differente «vestito» rappresentativo per ogni periodo. Perché il cuore di Berkel è rimasto immutato, passione autentica per uno stile inconfondibile e senza tempo. 

Andrea Bertuzzi

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