Vita da Arbiter

Io, lei e lui in vacanza

Andare al mare con la propria donna e il migliore amico (a quattro zampe) è impresa ardua in Italia. Dei 12mila stabilimenti balneari solo 120 sono dog friendly. Ecco i nostri preferiti

di Andrea Bertuzzi

Le premesse non erano delle più confortanti. Credevo di avere al guinzaglio il cane acquatico per eccellenza, uno di quei golden retriever che non sanno resistere al richiamo delle onde, e appena vedono una persona in difficoltà si buttano in mare per salvarla, in stile Baywatch, trascinandola a riva con la tempra di un motoscafo. Eppure, Artù non sembrava subire il fascino dell’acqua. Quando aveva otto mesi provai a portarlo in riva al mare di Alassio, e con mio grande stupore e un po’ di divertimento constatai che aveva paura delle onde! O meglio, le onde esercitavano su di lui lo stesso effetto del bastone dell’aspirapolvere in funzione. Se lo ritraggo, lui gli va incontro, con un atteggiamento spavaldo, misto di attrazione e sfida; appena glielo avvicino, però, fa un balzo indietro impaurito e comincia ad abbaiargli contro. Dopo aver assistito per un po’ di volte a quella tarantella avanti e indietro sulla battigia, decisi allora di compiere il gesto estremo: prenderlo in braccio, fare qualche passo in avanti e buttarlo in acqua. Non lo avessi mai fatto. Non appena riacquistò piene facoltà, corse come una saetta con la coda tra le zampe da mia moglie. Era maggio, volevo solo essere sicuro che ad agosto non avremmo avuto problemi a portarlo con noi in spiaggia. Ma così facendo firmai la mia condanna. «L’hai traumatizzato, non vorrà mai più entrare in mare», fu la sentenza emessa da chi assistette alla scena. Dopo qualche mese mi ritrovai lì con Artù. Stessa spiaggia, stesso mare. E stessa tarantella. Ma solo per qualche minuto. Poi, colto da un improvviso baleno, decise di affrontare le onde, scoprendo che gli piacevano anche parecchio. Da quel preciso istante non riuscii mai più a prendere il sole in completo relax, perché Artù, se ha davanti agli occhi il mare, tira come un asino finché non riesce a buttarsi e a nuotare sino allo sfinimento. Meno male che con quel tuffetto forzato lo avevo traumatizzato... 

Ad Alassio due anni fa hanno inaugurato una spiaggia privata per cani, Baba Beach. Un’oasi di felicità per gli animali e i propri padroni, per lo meno per quelli che hanno esemplari dotati di senso della misura (e di canina compassione). Baba Beach è stata comunque una benedizione... Sì, perché la Liguria non è certo una regione dog friendly, in tema balneare. Da Levante a Ponente la bella Riviera ha ottimizzato i metri quadrati di spiaggia disponibili con una sola regola: piantare più ombrelloni possibili. Portare con sé il cane in spiaggia? è solo un sogno. Ma attenzione a non sognare troppo: se immaginando di coccolare il vostro amato peloso anche sotto il sole vi capita di allungare la mano come a cercarlo, potreste incappare nell’oleosa schiena del vicino, che condivide con voi ogni spazio vitale della vostra vacanza ligure. Eppure, basta superare Ventimiglia e arrivare in Francia per assistere a una situazione completamente diversa. I nostri cugini d’Oltralpe ammettono i cani in spiaggia, in tutte le spiagge, anche in alta stagione. Non è certo solo la Liguria a essere proibizionista, ma tutta l’Italia, da Nord a Sud. Sebbene infatti il numero di cani nel nostro Paese sia arrivato a sette milioni (secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark, ndr), gli stabilimenti balneari privati dove possiamo portarli non sono aumentati: dei circa 12mila presenti lungo i 4mila chilometri di coste balneabili solo 120, pari a un modesto 1%, sono pet friendly. Meno della metà, come se non bastasse, permette agli animali di nuotare in mare. In genere, comunque, si accolgono soltanto esemplari di piccola taglia, e laddove possano fare il bagno, ci sono delle limitazioni (per esempio, non più di cinque cani contemporaneamente e/o in precise fasce orarie, di solito di prima mattina e nel tardo pomeriggio). 

Alberghi e ristoranti sono invece decisamente più accessibili. E se città come Alassio tutto sommato si possono definire dog friendly (sullo storico Muretto c’è persino un dog-bar), altre come Sestri Levante (Genova) hanno dichiarato guerra ai quattro zampe. E la legge le ha dato ragione. A febbraio è stata giudicata legittima l’ordinanza del comune ligure con cui si vietava ai conduttori di animali, anche se muniti di museruola e guinzaglio, di poter accedere a tutti gli arenili durante la stagione balneare. Lo ha stabilito il Tar della regione, respingendo il ricorso presentato dalle associazioni Earth e Oipa Italia contro la normativa predisposta dal Servizio demanio marittimo del comune nell’aprile 2013. Si sono scatenate le reazioni. «Non mi piacciono i cani, ne provo una istintiva repulsione di cui non conosco l’origine. E so di non essere il solo... Anzi. Essere costretto ad averli vicini in ristoranti, locali pubblici, spiagge e quant’altro è per me un vero problema», scrive un utente in Rete. «Provo analogo senso di repulsione per quelle famiglie che portano gruppi numerosi di bambini al ristorante spesso segregandoli tutti insieme in una parte del tavolo o meglio ancora in un tavolo diverso dal loro. Li lasciano “liberi di esprimere tutta la loro giovanile esuberanza”, pronti a rispondere a ogni richiesta di maggior controllo da parte degli altri avventori con frasi del tipo: “Sono solo bambini”», ribatte un altro. «Finalmente qualcuno che mette un freno all’invasione dei cani!», si continua a leggere tra i commenti. «Quando  fermeremo l’invasione degli uomini, che sporcano molto più di un cane?». Già, avete mai visto un cane fare la pipì a mollo? No. Per natura non la fanno quando sono immersi nell’acqua. Tale peculiarità non è certo propria dei bambini (per non dire delle persone adulte), che invece trattano spesso il mare come un wc a cielo aperto, scaricandovi i propri bisogni impellenti e non solo. Eppure, se le ordinanze anti-pelosi in spiaggia sono all’ordine del giorno, perché mai nessuno ha espressamente vietato di fare la pipì tra le onde? Come ha sottolineato il Tar della Liguria, le libertà personali espresse dalla Costituzione (evidentemente anche quelle di svuotare la vescica in mare) si possono applicare solo alle persone e non agli animali di affezione. Detto questo, come abbiamo più volte sottolineato su Arbiter, anche chi ama i cani come noi non tollera e combatte i comportamenti dei padroni incivili, che non puliscono le deiezioni a terra e non osservano le regole dettate dal buonsenso. Rispettando poche e semplici condotte basilari, crediamo che anche in Italia i cani potrebbero accedere alle spiagge, come avviene già nella stragrande maggioranza di alberghi e ristoranti. 

  

SPIAGGE PER CANI  

LIGURIA

ALASSIO (SV)  BABA BEACH

via Francesco Maria Giancardi 44; tel. 0182.038999 

bababeachalassio.com

Tre terrazze, ognuna con caratteristiche diverse, e un’intera porzione di spiaggia dove i cani possono fare il bagno tutto il giorno. Per loro anche doccia con shampoo lenitivo, cuscinoni in ogni postazione e ciotole per bere (da 40 euro)*.

FRIULI VENEZIA GIULIA

LIGNANO SABBIADORO (UD)   Doggy Beach

via Lungomare Marin; tel. 366.3851480

doggybeachlignano.com

90 postazioni più 10 dog-vip. Spazio tolettatura self-service, piccola piscina per testare le capacità natatorie dei cagnolini più piccoli, servizio veterinario, istruttore cinofilo con ricco programma di animazione (da 22 euro*).

 

EMILIA-ROMAGNA

RIMINI   RIMINI Dog No Problem 

lungomare Giuseppe Di Vittorio 28/A; tel. 339.4494512

bagno81rimini.it

è la più grande e attrezzata dog beach della regione. Si possono scegliere gli ombrelloni non recintati o la «suite» (gli ombrelloni recintati singolarmente). Due aree gioco (agility dog area), dove i cani possono correre in libertà (da 30 euro*).

 

TOSCANA

SAN VINCENZO (LI)   DOG BEACH

via della Principessa (290,37 km); tel. 0565.193 0363 

dog-beach.it

In Costa degli Etruschi, troviamo quest’oasi per gli amici a quattro zampe. Una parte è libera, un’altra attrezzata con gli ombrelloni. Si può prenotare persino un dog sitter. Veterinario in spiaggia una volta a settimana (da 21 euro*).

 

SARDEGNA

CAPO FERRATO (CA)   Tiliguerta Dog beach 

S.P. 97 km. 6,00, Muravera; tel. 338.2499814

tiliguerta.com

La spiaggia attrezzata per cani si affaccia su una delle più belle della Sardegna, quella di Costa Rei. Qui, i nostri amici pelosi  sono liberi di giocare, socializzare, correre senza guinzaglio e fare il bagno. Veterinario h 24 (da 35 euro*).

 

PUGLIA

MARINA DI SALVE (LE)   EDEN SALENTO

strada provinciale Torre Pali - Pescoluse; tel. 340. 7797621 

edensalento.net

è il primo agri-beach d’Italia e l’unico stabilimento presente sulla costa ionica ad accettare i clienti con i loro amici a quattro zampe. Dog-doccia, kit per i bisogni, area gioco (da 30 euro*).

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