Vita da Arbiter

Pianeta Arbiter

Un incontro tra generazioni. Grazie all’esperienza di alternanza scuola-lavoro, sette studentesse del liceo classico Beccaria di Milano hanno sperimentato il mondo «alieno» di una redazione

«Non v’è forse cosa umana che non paia, se guardata da un lato, assurda; se guardata da un altro, ragionevole», diceva Arturo Graf, poeta e aforista italiano di fine ’800. Possiamo dire che questa frase riassuma in pieno la nostra esperienza, quella di sette ragazze del liceo classico Beccaria di Milano che, alcune seguendo la passione per la scrittura e altre un po’ per caso, si sono ritrovate a orbitare intorno al pianeta di «piaceri e virtù maschili» di Arbiter. Un mondo remoto, alieno; ecco come ci si è presentata la redazione, probabilmente un po’ smarrite all’ingresso in questa nuova realtà. Alieno, non ci potrebbe essere parola più adatta. Oggi, infatti, camminando per la strada i giovani non notano neanche più le edicole, casupole primitive costruite presumibilmente ai tempi della guerra ma, anzi, stanno ben attenti a non avvicinarsi troppo, non sia mai che l’occhio cada accidentalmente su qualche copertina! Dunque, un ambiente lavorativo formato da scadenze da rispettare, dalla necessità di idee sempre nuove per risultare originali, da un pubblico con aspettative che non si possono deludere e una continua ricerca di un risultato perfetto, il 31 gennaio è stato «invaso» da una realtà che gira intorno alla scuola (per Arbiter finita da tempo) e in cui il giornale cartaceo è ormai appunto uno sconosciuto, soppiantato dai siti d’informazione online. Passato lo shock iniziale, è arrivato il fatidico scontro generazionale che è culminato con l’avvento dell’argomento social. Evidente ne risulta infatti il diverso utilizzo da parte di giovani che usano il proprio spazio online per motivi personali, condividendo le proprie vite o le proprie idee, e di giornalisti che invece lo utilizzano per scopi di propaganda e informazione. Una delle sfide è stata dunque quella di conciliare nuovi e vecchi mezzi di comunicazione. Anche Arbiter non è rimasto illeso dal fenomeno del modernissimo ed evolutissimo web e si è trovato a doverci fare i conti, pur mantenendo una certa #eleganza che lo rende unico rispetto agli altri giornali. Una battaglia generazionale di questo tipo non poteva che concludersi con grandi scoperte e risultati. Il pianeta Arbiter, infatti, è riuscito a combattere gli iniziali pregiudizi delle agguerrite avversarie, dimostrando di sapersi difendere valorosamente anche su questo campo e mostrando le proprie tattiche raffinate e brillanti per farsi strada anche nel mondo virtuale. Ciò che più ci ha stupito è stato il lavoro che si cela dietro un prodotto come Arbiter. Ogni foto, ogni parola e ogni impaginato è la conseguenza di scelte ben precise e una redazione funziona un po’ come un corpo in continuo movimento, ognuno ha il proprio ruolo e lo svolge indipendentemente, ma la cooperazione è sempre al centro; infatti, come potrebbero muoversi i muscoli senza un sistema nervoso che manda gli impulsi? Entrare a far parte di questo sistema organico rientrerà sicuramente nel nostro bagaglio di esperienza lavorativa: attraverso un percorso in una realtà aziendale, ci siamo rese conto di come sia esigente e di come necessiti originalità e cultura il mondo del lavoro e, soprattutto, quello del giornalismo. In particolare, Arbiter, un mondo così distante dal nostro, ci ha trasmesso lo spirito di ricercare il meglio soprattutto attraverso la cultura, il dedicarsi a storie particolari e inedite e ovviamente il senso dello stile e dell’eleganza applicabile soprattutto ai fini del linguaggio. La fine di un percorso verso la riscoperta del giornale cartaceo non poteva terminare se non con l’avventurarsi nella stesura di un articolo vero e proprio, quello che state leggendo, mettendo in pratica le nozioni apprese: cooperazione, originalità, grinta e una bella dose di #eleganza.

Maria Valenti, Elisa Moro, Costanza Ferré, Giulia Di Geronimo, Sara Capristo, Ludovica Privitera e Nicole Cattani sono state le protagoniste del progetto di alternanza scuola-lavoro tra il liceo classico Beccaria di Milano e Arbiter.

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