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Cronometro al polso, con il TimeWalker Chronograph Rally Timer Counter Limited Edition 100 Montblanc omaggia la storia orologiera legata alle competizioni automobilistiche. Campione di tecnica ed estetica, porta al traguardo una collezione nata per la misurazione dei tempi di gara

Oltre 110 anni di storia, contraddistinti dalla leadership in termini di riconoscibilità ed eccellenza nell’ambito degli strumenti da scrittura. Uno spirito pionieristico che l’ha portata a esplorare nuovi settori, senza mai perdere di vista le sue origini teutoniche, basate su concretezza e qualità, che dalla sede di Amburgo hanno spinto Montblanc ad affrontare con successo ogni volta una nuova sfida e così una nuova conquista: il marchio, nato nel 1906, è diventato un brand globale. Che si tratti di orologi, accessori, occhiali o profumi, l’attenzione che Montblanc infonde nello sviluppo si nota nel minimo dettaglio.

Estetica accurata, esaltazione delle performance, ricerca e innovazione, senza dimenticare il rispetto della tradizione geografica dei distretti produttivi. Se la pelletteria viene realizzata a Firenze, terra di nobili artigiani specializzati nella lavorazione dei pellami pregiati, per gli orologi la scelta è stata rigorosamente elvetica, con le manifatture di Le Locle e Villeret situate nel Giura svizzero, una delle aree ad alta concentrazione di meccaniche del tempo. Sono passati quattro lustri da quando Montblanc debuttò con la collezione Meisterstück al Salone internazionale dell’alta orologeria di Ginevra e il programma orologiero in questi anni ha assunto un’importanza strategica per l’azienda.

L’acquisizione di Minerva, storica Maison specializzata in movimenti di elevata artigianalità e complessità da parte di Richemont Group, cui Montblanc appartiene, ha portato alla creazione di alcuni capolavori orologieri del Gruppo fuori dagli schemi. Il 2017 vede la perfetta combinazione tra la raffinata eredità di Minerva e il pragmatismo di Montblanc raccontata attraverso la nuova collezione TimeWalker: un viaggio a ritroso nel tempo con orologi che ci restituiscono lo spirito e i valori dell’epoca gloriosa delle competizioni automobilistiche, in cui il cronometraggio sportivo ha svolto un ruolo determinante nell’accurata misurazione dei tempi di gara, con il cronografo meccanico declinato con sofisticata maestria.

In omaggio alla straordinaria eredità di Minerva, Montblanc scrive dunque un nuovo capitolo dei cronografi professionali. A partire dal TimeWalker Chronograph Rally Timer Counter Limited Edition 100, ispirato a un antico contatore sportivo realizzato proprio da Minerva, il Rally Timer appunto, trasformato dalla Maison in un raro, curioso e originale orologio.

La storia della manifattura Minerva, fondata nel 1858 a Villeret, costellata di brevetti e record di precisione, con una speciale attenzione ai cronometri e cronografi, rivive con questo particolare modello. Di dimensioni generose (misura 50 mm di diametro), la cassa è prodotta artigianalmente in titanio grado 2 a finitura satinata, con carrure rivestita in Dlc nero. Un segnatempo che può essere utilizzato secondo differenti modalità: indossato al polso, con un cinturino in vitello nero che si aggancia alle anse mobili della cassa, come orologio da tasca o da cruscotto, ideale per cronometrare le gare di regolarità e rally con auto storiche, ripiegando le anse e utilizzando l’apposito supporto.

Le lancette del cronografo monopulsante, rappresentate sul quadrante nero con lancette centrali di ore e minuti, lancetta dei secondi cronografici di colore rosso e da una tradizionale disposizione a due contatori, sono animate dal calibro MB M16.29, di nobili origini manifatturiere e visibile attraverso l’ampia finestra in vetro zaffiro ricavata sul fondello. A carica manuale, progettato e assemblato negli atelier Minerva, ha il pulsante cronografico coassiale alla corona di carica; la riserva di marcia è di 50 ore.

Sottoposto, e di conseguenza dopo aver superato test specifici, a prove di affidabilità e resistenza per 500 ore, il TimeWalker Chronograph Rally Timer Counter Limited Edition 100 si fregia del certificato Montblanc Laboratory Test 500, al pari degli altri esemplari della collezione TimeWalker. Per un approccio contemporaneo alla cronografia, Montblanc introduce due modelli TimeWalker con caratteristiche simili ma con funzionalità differenti, con uno stile sportivo sottolineato dall’impiego dei materiali. La cassa ha 43 mm di diametro ed è impermeabile fino a 100 metri; le anse sono interessate da un profondo intaglio laterale, che conferisce aerodinamicità all’architettura d’insieme, mentre il vetro zaffiro fumé posizionato sul fondello consente di apprezzare i meccanismi automatici ospitati; il cinturino in caucciù è traforato, per un piacevole effetto racing.

Il TimeWalker Chronograph Automatic ha la cassa in acciaio, con lunetta in ceramica nera suddivisa in 12 ore che circoscrive il quadrante nero di impostazione essenziale, completato dalla scala sessagesimale dei minuti e dei contatori cronografici argenté in contrasto. La finestrella del datario è posizionata a ore 3.

Il TimeWalker Chronograph UTC, invece, affianca al cronografo l’indicazione dei fusi orari supplementari. La cassa in acciaio con trattamento Dlc nero ha la ghiera girevole in ceramica nera graduata sulle 24 ore, per consentire la rilevazione di un terzo fuso orario, in aggiunta a quelli visualizzati dalla lancetta centrale delle ore e da quella del fuso orario, che compie un giro completo in 24 ore e ha la punta a freccia di colore rosso. Aggressivo il quadrante, giocato sui toni del nero, del bianco e con alcuni dettagli in rosso, tra i quali la lancetta dei secondi cronografici con la caratteristica freccia Minerva.

Unico nel suo genere, nobile erede del cronometro sportivo al centesimo di secondo introdotto da Minerva nel 1916, Montblanc stupisce con il TimeWalker Chronograph 1000 Limited Edition 18, un cronografo meccanico al millesimo di secondo. Pochissimi pezzi sono previsti per questa meraviglia, che abbina tecnica orologiera tradizionale a micromeccanica d’avanguardia. Il calibro MB M66.26, meccanico a carica manuale, è il risultato di anni di studi, si qualifica per due brevetti esclusivi e 22 brevetti ausiliari, introducendo un nuovo modo di misurare il tempo. L’impianto grafico ricorda i cruscotti delle auto da corsa, con gli indicatori cronografici che combinano modalità di affissione analogica e digitale. La cassa in titanio con rivestimento Dlc nero è di 46,4 mm e ha la lunetta in ceramica nera. Montblanc veste gli orologi della collezione TimeWalker con livree che coniugano estetica e tecnologia, e li «equipaggia» con movimenti che assicurano grandi prestazioni e assoluta precisione. In gara è tutto...

LANCIA BETA MONTECARLO TURBO

Nel 1979 la Lancia presentò la sua nuova arma per competere nel mondiale marche nella categoria fino a 2 litri: la Beta Montecarlo turbo, dotata di motore turbocompresso 4 cilindri in linea in grado di erogare 540 cv, cambio manuale a innesti frontali Colotti, trazione posteriore e carrozzeria in vetroresina, poco aveva a che vedere con la sua controparte stradale, tranne gli stilemi della carrozzeria e il nome. Destinata a diventare un’icona dell’automobilismo classico, fu una delle poche vetture del suo genere ad avere una sua versione per le competizioni su strada e sterrate. Dominò per due anni le classifiche mondiali di categoria, dando filo da torcere alle più potenti Porsche 935 e ottenendo una doppietta al Giro d'Italia, in versione rally. Nella foto, la vediamo in gara alla 6 ore di Brands Hatch del 1980 condotta dalla coppia iridata Patrese-Rohrl davanti alle Porsche 908/03, 934 e 911 Carrera Rsr.

 

TRIUMPH DOLOMITE SPRINT

La Triumph Dolomite, nella sua versione Sprint, viene ricordata per essere la prima automobile di grande produzione a montare un motore con distribuzione 

a 4 valvole per cilindro.  Il propulsore da 2 litri  a 4 cilindri, alimentato da due carburatori da 45 mm, erogava 130 cv, valore che nella prima metà degli anni 70 la rendeva una delle più performanti del segmento. Per le sue qualità venne usata in numerose competizioni tra pista e rally.  Nella foto, la vediamo impegnata in un rally nel 1978 condotta da Gianni Giudici, mandatario ufficiale della British Leyland, casa proprietaria del marchio inglese. Nonostante le buone potenzialità purtroppo la vettura incontrò difficoltà dovute al peso della carrozzeria e alla scarsa affidabilità del motore, ancora non sviluppato nella nuova tecnologia della distribuzione. 

 

FIAT COUPÉ

Nell’anno 1995 la Fiat, al fine di provare il proprio valore di costruttore, affidò una Coupé all’equipaggio Gianni Giudici-Arnaldo Bernacchini perché partecipassero al Rallye de Monte Carlo, prima tappa del mondiale. L’allestimento della vettura fu seguito dall’engineering di Giudici secondo le normative del gruppo N, che imponeva il mantenimento di tutte le componenti stradali come motore, cambio e sospensioni. Il motore turbo 2 litri 4 cilindri da 16 valvole erogava 220 cv garantendo prestazioni fino a 250 km/h, mentre il giunto viscoso abbinato a un differenziale autobloccante la rendevano meno imprecisa e più adatta alle prestazioni sportive. Dopo numerose peripezie sui ghiacci del Col de Turini, l’ultima notte l’equipaggio riuscì a portarsi in 80esima posizione assoluta, sulle 300 totali, recuperandone svariate sulle più agili Renault Clio Williams.

 Testo di Alberto Uglietti - foto di Gabriele Inzaghi

Da Kairós n. 7 (settembre 2017)