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Vita da Arbiter

Non dite che sono Crazy

La poliedrica stilista di lingerie Chantal Thomass ha «vestito» le leggendarie ballerine parigine del Crazy Horse. E il suo show è un successo

«Dessous dessus». Ovvero «Sotto sopra». è stata questa la dichiarazione di intenti della signora della lingerie Chantal Thomass, chiamata a celebrare i 65 anni del leggendario Crazy Horse parigino come direttrice artistica di uno spettacolo tutto da vedere. Intenti che sono stati rispettati alla lettera: la poliedrica stilista ha messo «Sotto sopra» lo storico locale di cabaret parigino, con cui condivide il carattere innovatore e anticonformista. Pioniera nel far sfilare la lingerie sulle passerelle negli anni 70, Chantal Thomass ha saputo stravolgere nella sua carriera le regole della corsetteria con irriverenza, imponendo l’intimo come protagonista della scena, trasformandolo in uno strumento di seduzione. Al Crazy Horse non era impresa da poco eguagliare il successo riscosso dal Dita’s Crazy Show, condotto divinamente dalla regina del burlesque Dita von Teese. Ma la signora Thomass ce l’ha fatta. Tanto che Dessous dessus, inizialmente previsto dal 5 ottobre al 31 dicembre 2016, è stato prolungato fino al 31 marzo. «Invitare a giocare con i codici del Crazy Horse colei che ha saputo donare alle donne la voglia di riappropriarsi dell’arte della seduzione era un’evidenza. Si inscrive perfettamente nella nostra tradizione di Maison de création che perseguiamo da più di 10 anni», spiega Andrée Deissenberg, direttrice del locale. Così, dopo Philippe Decouflé e Christian Louboutin è toccato alla Thomass, che ha dipinto di rosa e nero il palco del Crazy Horse, caratterizzandolo con la sua silhouette e la bocca rosso scarlatto, un universo di dettagli che si riconoscono al primo sguardo. «Lo scorso marzo, ho adorato lo spettacolo della mia amica Dita», esordisce la stilista. «Quindi, quando Andrée Deissenberg mi ha proposto questa bella avventura, non ho esitato un secondo. Ero certa di vivere un’esperienza straordinaria con il privilegio di creare in tutta libertà, in un nuovo universo artistico tutto da esplorare. Che cosa c’è di più eccitante che accettare una tale sfida per il tempio della femminilità?».

Domanda. Signora Thomass, si aspettava un successo così grande?

Risposta. Ci speravo, visto il lavoro enorme che ci ha coinvolti nella sua preparazione. è stata una grande sfida e gli abbiamo dedicato veramente un sacco di tempo. Abbiamo esplorato mondi che non conoscevamo come la coreografia, la musica, le luci...

D. Come ha giocato o rivoluzionato i codici del Crazy Horse?

R. Non lo abbiamo rivoluzionato per niente. Abbiamo semplicemente aggiunto un lato più impertinente, più birichino, più leggero, più alla moda. E questo mix piace parecchio sia agli uomini sia alle donne: è uno spettacolo molto «parigino» e sexy. Le luci sono particolari e le ragazze... davvero stupende! Uno show che trabocca di fantasia.

D. Che cosa differenzia questo spettacolo dai precedenti?

R. Il mio tocco, naturalmente!

D. Assistita dal team del Crazy Horse, Dessous Dessus propone cinque nuove scene esclusive oltre ai grandi classici del Crazy, come il celebre numero di apertura God Save Our Bareskin, rielaborati con capi couture per creare effetti visivi da mozzare il fiato. Da buona padrona di casa, tuttavia, ha voluto aggiungere il suo tocco anche alla location, calando gli spettatori in un universo boudoir già dall’apertura delle porte del locale. In che modo ci è riuscita?

R. Abbiamo aggiunto degli specchi con stampe sul fondo e abbiamo creato un mini salottino all’interno di una vecchia cabina telefonica.

D. Oggi le donne appaiono libere da ogni stereotipo. Dove trova l’ispirazione per stupirle ancora?

R. Dai film, dalle mostre, dai viaggi, dalla mia vastissima collezione di libri di moda antica del 1900-1930... Mi reco spesso a visitare i musei tessili (pizzo di Calais, nastri di Saint-Etienne...) dove vengono esposte sempre cose magnifiche!

D. Che cosa bisogna fare per stupire gli uomini oggi invece? Che cos’è la seduzione per lei? Negli anni 70 aveva la stessa idea di seduzione?

R. Non è cambiata di molto alla fine... Gli uomini hanno ancora le stesse fantasie dell’epoca. Un bel décolleté funziona sempre! Oggigiorno la seduzione è sicuramente più fine. Negli anni 70 si era meno pudiche, si stava a seno nudo sulla spiaggia, si portavano shorts, canotte senza reggiseno, ci si mostrava molto di più, insomma...

D. Lei e il Crazy Horse siete due icone a confronto. Ma chi è più irriverente tra lei e il Crazy Horse?

R. Senza dubbio il Crazy Horse!

 

Di Andrea Bertuzzi

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