Perché le assistenti digitali sui nostri smartphone (e non solo) hanno voci femminili? Finalmente la risposta!

Sull’iPhone vi aspetta Siri, con la sua voce suadente. Su Amazon c’è Alexa. Su Google Now e Microsoft a parlarvi è Cordana. Tutti assistenti digitali, per aiutarci a utilizzare smartphone e servizi on line, e tutti caratterizzati da una voce femminile. Perché? La domanda è stata posta durante una conferenza sull’intelligenza artificlale svoltasi questo febbraio presso il prestigioso MIT (Massachussetts Institute of Technology).

Voci femminili

Secondo Dennis Mortensen, CEO e fondatore della start up X.AI, «esistono numerosi studi secondo cui una voce femminile è più efficace nel dare disposizioni alle persone. Così, se per i tuoi device, utilizzi una voce di donna, avrai più probabilità di essere ascoltato e avere successo». Per evitare qualunque accusa di sessismo, comunque, Mortensen ha creato per la sua app sia una voce femminile (battezzata Amy) che una maschile (Andrew). Secondo un report della CNN, «ricerche scientifiche dimostrano che una voce femminile è percepita come più piacevole di una maschile», Inoltre, le voci maschili robotiche farebbero pensare al film “”2001 Odissea nello Spazio”, in cui Hal, la voce del computer di bordo dell’astronave in cui era ambientata la pellicola, progettava ed eseguiva il suo diabolico piano omicida.

Maggior impatto emozionale

Infine, anche gli studi connessi all’utilizzo delle voci in campo pubblicitario concordano nel riconoscere alle tonalità femminili un maggior impatto emozionale e una maggior capacità nello spingere ad assumere un determinato atteggiamento.

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