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Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo

Dal 6 dicembre 2017 all’8 aprile 2018 in mostra alle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano le opere più interessanti degli artisti napoletani nella Parigi degli impressionisti

I rapporti e i legami artistici tra Napoli e Parigi nella seconda metà dell'Ottocento: è questo il tema, affascinante e non molto esplorato, della mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo, in programma alle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, dal 6 dicembre 2017 all’8 aprile 2018.

Le relazioni tra Parigi, grande capitale mondiale della cultura moderna nel XIX secolo, e gli artisti attivi a Napoli sono infatti strette e fruttuose: dopo le Esposizioni Universali del 1855 e del 1867 la capitale francese è il faro dell'arte europea e delle innovazioni tecnologiche (prima tra tutte la fotografia) e attira artisti desiderosi di sperimentare. Tra loro, Giuseppe Palizzi, Domenico MorelliGioacchino Toma. E soprattutto Francesco Netti e Giuseppe De Nittis. E sono proprio di De Nittis (tra l’altro presente alla prima mostra dedicata proprio al neonato impressionismo nel 1874 nello studio del fotografo Nadar), il pittore più rappresentativo del suo tempo, molte delle opere in mostra (circa una trentina).

De Nittis si stabilisce a Parigi nel 1867 e vive nella capitale francese fino alla sua precoce morte nel 1884. Definito il “più parigino degli stessi parigini” tiene nella sua elegante casa di Parc Monceau ricevimenti molto ambiti e na fa centro di ritrovo per gli italiani in Francia. Non si spezza mai però il legame con Napoli, rappresentata anche da straordinarie vedute, spesso mai esposta prima, che la mostra permette di ammirare.

In esposizione anche splendide vedute di Parigi, come quella raffigurante Place de la Concorde, e altri capolavori emblematici come Alle corse di Auteil. La Dame à l’Ulster. Un'intera sezione è dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, protagonista dell’ultima stagione naturalistica di fine secolo e consacrato come uno dei grandi rinnovatori, insieme a Rodin e Medardo Rosso, della scultura moderna

La mostra, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, è patrocinata dal Comune di Napoli, dal Comune di Barletta e dall’Institut Français di Napoli.