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2016: i cantanti e i musicisti che ci hanno lasciato

Mai come quest'anno la musica ha vissuto perdite così numerose e dolorose: da David Bowie, Prince e George Michael a Leonard Cohen e Frank Sinatra Jr.

Il 2016 è stato senza dubbio l’anno nero della musica. Mai abbiamo assistito a un periodo così funesto. Ripercorrendo la lunga lista di morti eccellenti che hanno sconvolto il pubblico internazionale, balza subito all’occhio che il 2016 è stato un anno terribile, al punto da convincere qualche vecchio rocker non abbastanza scaramantico, quel burlone di Keith Richards dei Rolling Stones, esibendosi sui social con un cartello in mano che recita “Io sono sopravvissuto al 2016”.

Silvana Pampanini, Alan Rickman,  Ettore Scola,  Anna Marchesini, il leader radicale Marco Pannella, il celebre architetto Caccia Dominioni, la giornalista Franca Sozzani, l’attore inglese Alan Thicke (papà del cantante Robin Thicke) diventato famoso anche in Italia con la sit-com “Genitori in blue jeans”, la Leia di Guerre Stellari Carrie Fisher e, due giorni dopo, la sua celebre madre, Debbie Reynolds, soltanto alcune delle celebrità scomparse nel 2016. Ma è il mondo della musica ad pagato il "pegno" più pesante. 

David Bowie, 10 gennaio. Due giorni dopo il suo 69esimo compleanno, e dopo 18 mesi di lotta contro il cancro, il Duca Bianco se ne è andato lasciando al mondo un album sublime registrato proprio nei mesi che hanno preceduto la sua morte e un’eredità artistica senza uguali.

Pete Huttlinger, 15 gennaio. Chitarrista sublime, prima chitarra della band che accompagnava John Denver, ci ha lasciato a soli 54 anni per un ictus.

Glenn Frey, 17 gennaio. Scomparso a 67 anni dopo una lunga malattia, è stato uno dei fondatori degli Eagles, coautore di hit senza tempo come “Desperado” e “Hotel California”.

Dale Griffin, 17 gennaio. Lo chiamavano Buffin, ed era il batterista dei mitici Mott the Hoopie. Nel 1972 aveva inciso un album battezzato “All the Young Dudes” e prodotto da David Bowie.

Black, 26 gennaio. Si chiamava Colin Vearncombe, ma tutti lo ricordavano semplicemente come Black. Aveva ottenuto un grande successo in Europa negli anni Ottanta, ma il suo brano più famoso, un vero classico, si intitolava “Wonferful Life”.

Paul Kantner, 28 gennaio. Co-fondatore dei Jefferson Airplane, è scomparso a 74 anni. E’ stato uno dei giganti del rock psichedelico anni Sessanta, un vero pioniere.

Maurice White, 4 febbraio. Aveva 74 anni, ma da tanti anni combatteva contro il Parkinson. Era lui il fondatore dei mitici Earth, Wind & Fire, dei quale era la voce principale e un autore impareggiabile.

Vanity, 16 febbraio. Si chiamava Denise Matthews, aveva solo 57 anni ed è volata via troppo presto. Tutta la chiamavano Vanity, da quando, negli anni Ottanta, Prince l’aveva scelta e amata, al punto da lanciarla nel music biz come frontgirl delle Vanity 6. Tra le sue hit più famose l’indimenticabile “Nasty Girl”, scritta dallo stesso Prince.

Joey Feek, 4 marzo. Cantante amatissima dal grande pubblico country d’Oltreoceano, è scomparsa il 4 marzo per un male incurabile.

Keith Emerson, 10 marzo. Compositore, pianist e membro della super band Emerson, Lake and Palmer, si è tolto la vita nella notte del 10 marzo nella sua casa di Los Angeles. Aveva 71 anni.

Frank Sinatra Jr, 16 marzo. Era il figlio di The Voice, musicista e cantante che per tutta la vita aveva dovuto fare i conti con il “nome del padre”. Aveva 72 anni.

Phife Dawg, 23 marzo. Aveva 45 anni e sebbene la causa della sua scomparsa non sia nota, è probabile che si sia trattato di complicazioni del diabete. Insieme al leggendario Q-Tip e a Ali Shaheed, amici e compagni di scuola, aveva fondato i Tribe Called Quest.

Merle Haggard, 6 aprile. Scomparso a 79 anni per le complicazioni di una polmonite, era un gigante della musica country.

Prince, 21 aprile. E’ scomparso improvvisamente, nel mese di aprile, proprio come recitava il titolo di uno dei suoi brani più belli e amati dai fan. Era Prince Roger Nelson, il pioniere del funk di Minneapolis, un’altra leggenda volata via troppo presto, a soli 57 anni.

John Berry, 19 maggio. Era un grande chitarrista, ma da giovane aveva co-fondato un gruppo rap entrato nella storia della musica, i Beastie Boys. Ci ha lasciato a soli 51 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Toots Thielemans, 22 agosto. Era Toots, il numero uno dell’armonica e un autentico pilastro del jazz e della cultura afroamericana del Novecento. Nel corso della sua lunga carriera aveva suonato con artisti leggendari come Benny Goodman, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Oscar Peterson, Bill Evans, Quincy Jones, Jaco Pastorius e persino Mina.

Rod Temperton, 6 ottobre. Non tutti conoscevano il suo nome, ma come membro del collettivo soul degli Heatwave e come autore di hit, a cominciare da “Thriller” o “Rock With You” di Michael Jackson, era un autentico pilastro del Novecento. L'hitmaker preferito di Quincy Jones, suo grande amico e collaboratore da una vita. 

Leon Russell, 13 novembre. Ci ha lasciato a 74 anni, il celebre multistrumentista e compositore Leon Russell, storico collaboratore di Bob Dylan, Rolling Stones, Joe Cocker ed Elton John.

Sharon Jones, 18 novembre. voce da almeno 20 anni dei leggendari Dap Kings di Brooklyn, la celebre blues-diva che tanto aveva influenzato la compianta Amy Winehouse è scomparsa il 18 novembre dopo aver perso la sue seconda battaglia contro il cancro.

Leonard Cohen, 10 novembre. Aveva 82 anni, quando ci ha lasciato, il 10 novembre, gettando nello sconforto intere generazioni di fan in tutto il mondo.

Gregory Lake, 7 dicembre. Bassista e chitarrista, era uno storico membro fondatore della super band Emerson Lake and Palmer. Pioniere del rock progressivo, ci ha lasciato a soli 69 anni.

George Michael, 25 dicembre. A soli 53 anni, ci ha lasciato anche l'artista anglo-cipriota, popstar e autore raffinato che ha dominato l'olimpo della musica mainstream per oltre 30 anni.