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Amy Winehouse tentò di suicidarsi otto settimane prima della sua morte?

La rivelazione arriva dall'ex marito Blake Fielder-Civil che rivela come Amy si fosse "ferita" due mesi prima della sua scomparsa

Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Amy Winehouse. Ma sulla sua morte ancora restano moltissimi dubbi ed interrogativi. A riaprire la ferita è stato l' ex marito Blake Fielder-Civil, che ha rivelato come la cantante avesse provato a suicidarsi due mesi prima della sua morte, arrivata per avvelenamento da alcool.

La telefonata

Blake ha rivelato che la cantante si era ferita da sola: «Era in serio pericolo nel corso dell'ultimo periodo della sua vita e non le interessava vivere o morire». Questo tentativo di suicidio sarebbe avvenuto in occasione del quarto anniversario del loro matrimonio (già finito all'epoca) e Amy avrebbe anche provato a contattare telefonicamente Blake, che però riagganciò subito: «Con il senno di poi mi sarei dovuto accorgere che in quel momento era veramente turbata ed in grado di farsi dal male. Amy avrebbe voluto avere un bambino e in quel momento io ne stavo aspettando uno con la mia fidanzata Sarah Aspin. Ma in quel momento non ero in grado di ragionare. L'ho chiamata il giorno dopo per scusarmi con lei e mi ha rivelato che si era tagliata in modo molto serio». 

Rimasta sola

Fielder-Civil è convinto anche che l'avvelenamento da alcol che ha portato la Winehouse alla morte non sia stato accidentale: «Forse lei si aspettava che arrivasse qualcuno a strapparle la bottiglia dalle mani. Ma invece è stata lasciata da sola a bere fino alla morte in quella casa. Le persone intorno a lei erano troppo impegnate a festeggiare il nostro divorzio e la sua rinuncia all'eroina, per accorgersi che c'era ancora molto lavoro da fare».