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#Pray For Nice: il messaggio speciale di Edoardo Bennato

Il musicista ha inviato a Radio Monte Carlo una profonda riflessione sui tragici fatti di Nizza del 14 luglio

La tragedia di Nizza, con il suo carico di morti e dolore, ha ferito profondamente l’opinione pubblica e anche gli artisti hanno voluto esprimere la propria commozione e tutta la propria solidarietà alla Francia e ai parenti delle vittime.

Edoardo Bennato ha inviato un lungo, profondo messaggio a Radio Monte Carlo, che ci fa piacere condividere con tutti voi. È una riflessione meditata, che non cede alla paura o alla vendetta. Un pensiero che vuole portare una luce di umanità e intelligenza anche nelle tenebre e nella tragedia. Ecco cosa ci ha scritto Edoardo.

Il messaggio di Bennato

«Penso che anche se spesso tutti noi siamo propensi a concederci un’immagine meno cupa della realtà, le attuali emergenze ci pongano interrogativi, dubbi e timori, oltre che speranze. Dal "basso" del mio ruolo ufficiale di saltimbanco/cantautorucolo e dall'alto della mia ormai veneranda età ed esperienza di vita vissuta, ho ipotizzato una "griglia latitudinale" in base ad un'analisi storico/geografica svincolata da pregiudizi e luoghi comuni. Una griglia che ci fornisca parametri utili e propositivi, anche se "political incorrect". Ho una figlia di undici anni e se fino a qualche decennio fa potevo concedermi il lusso di crogiolarmi nella fatalistica attesa de "L'isola che non c'è", le attuali emergenze mi suggeriscono appunto i versi di brani come "Pronti a salpare" "Girogirotondo" Io vorrei che per te".               

Il vero nemico                    

Io penso che Il nemico non sia l'ISIS.  Ma che il nemico sia la superficialità, presunzione, supponenza ed incapacità da parte nostra, (della famiglia umana adulta)  di interpretare gli squilibri del pianeta e prenderci "cura" della "famiglia umana rimasta bambina".                   

Così come gli adulti danno amore, indicazioni, istruzioni ed... imposizioni ai bambini, quella parte latitudinalmente privilegiata e quindi cosciente e responsabile non può più tergiversare perché ogni giorno, ogni ora che passa, la situazione si deteriora e si incancrenisce....         

Da una parte il buonismo ingenuo ed inconcludente, dall'altra il cinismo e l'egoismo gretto.... 

Come una famiglia

Immaginiamo una famiglia in cui i genitori perdano i contatti coi figli.... Vanno ripetutamente in vacanza e li affidano ad istitutori… Può capitare che i bimbi si sentano trascurati, non considerati, non amati ed accumulino livore, ostilità ed infine odio nei confronti dei genitori…

Può capitare che una notte quello di 6 anni convinca quello di 4 ad aiutarlo a salire sul mobile dove ha visto il padre nascondere la pistola… andare nella stanza dei genitori e sparare… per prendersi il Bancomat…                        

Si, se i bambini si sentono trascurati, per attirare attenzione, strepitano, urlano, buttano in aria tutto quello che capita a tiro. TUTTO QUELLO CHE CAPITA A TIRO... 

La metafora della nave

Fino a qualche decennio fa il pianeta poteva essere rappresentato come un sommergibile (che, essendo fatto di compartimenti stagni), continua a navigare anche se si apre una falla in una parte dello scafo...                                      

Ora il pianeta è come una nave…  Se si apre una falla in qualunque parte dello scafo, in breve va a fondo tutta la nave...                                                         

Una proposta costruttiva

Quello che succede nella "fascia latitudinale bambina" ci riguarda direttamente. Non possiamo isolarci né possiamo e dobbiamo aspettarci niente di responsabile, di propositivo e costruttivo dall'Umanità bambina... Lo scenario prossimo venturo sarà colmare la qualità della vita tra Oslo e Lagos, tra Vancouver e Dacca, tra Zurigo ed Abidjan in tempo più breve possibile e meno traumatico possibile... Il nostro benessere futuro passa attraverso la soluzione (o almeno il miglioramento), del disagio estremo del terzo mondo.

Domenica a Rovigo Amnesty International premia  "Pronti a salpare" come canzone Amnesty2016