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Mercedes 220 cdi Coupe; l'auto "regina di Svevia" in viaggio verso la corte del Principe di Monaco

La vettura della casa tedesca testata sulle strade di Monte Carlo. Per mostrare tutta la sua eleganza e la sua affidabilità tecnica

Da Stoccarda al Principato di Monaco passando per una roccaforte di Federico II di Svevia del 1300. Il cammino della nuova Mercedes C220 cdi Coupè non è di quelli che passano inosservati. Dalla capitale della Svevia, Stoccarda, a una delle roccaforti medievali di Federico Barbarossa in Puglia, nel castello di Lucera dove scrisse il trattato di caccia “Venando cum avibus” cioè a caccia con i falconi. Di tempo ne è passato, ma restano certe caratteristiche di ieri nei mezzi di oggi.

Un aspetto grintoso

La 220 coupè, infatti, ha un aspetto forte, grintoso, tipico di un uccello predatore, unisce la grazia di un falchetto e i consumi di un passero. Col suo motore diesel 2170 cc, con turbo da 170 cv, si accontenta di 5 litri per 100 km. Incredibile se non fosse che l’abbiamo messa a dura prova durante il nostro test. Compagna di viaggio sulle strade del Principato di Monaco, dove la “sorella” maggiore di Hamilton ha vinto il GP, fra dedali di stradine, saliscendi vari fra le Rocher e il porto, la 220 coupè non accusa il colpo. Nonostante la mole, si muove agile, non è difficile da guidare e si parcheggia con un dito grazie ai sensori di bordo, alle telecamere e a un colpo d’occhio che, nonostante la dimensioni e la coda a spiovere, permettono una ampia visibilità.

Tenuta al top

Ma il meglio è arrivato sulla pioggia, per una trazione posteriore per giunta diesel, cioè con coppia enorme e gomme da 19 pollici, non c’è mai stato un momento di esitazione, la strada era ben impressa nel volante, non è mai successo che ci fosse aquaplaning alle velocità di codice, anzi in alcuni casi abbiamo preso tanta di quella pioggia che a 30 all’ora si faticava a vedere la strada, ma lei è rimasta imperturbabile. Un segno di carattere ma anche di lavoro svolto come si deve dai tecnici di Stoccarda. Una trazione posteriore sul bagnato è sempre critica, è difficile da governare sui curvoni autostradali se non si ha una base adeguata. E in questo caso tutto è filato liscio, un po’ grazie ai controlli elettronici (c’è pure l’avvisatore di salto di corsia che rimette in linea la vettura) e l’ormai indispensabile sistema che frena in automatico quando i pedoni attraversano la strada. Il traffico a Monte Carlo nei giorni del GP è elevato, la folla non manca e qualcuno, per accelerare i tempi, incurante di tutto si getta in mezzo alla strada per cercare un riparo: ebbene, la nostra 220 coupè avvisa col sensore sul cruscotto e fa entrare in funzione i sistemi di sicurezza che frenano l’auto prima di arrivare vicino all’ostacolo. Incredibile e bellissimo capire come funzionano questi aggeggi lasciandoti il piacere di guidare in pieno relax.

Motori parchi, costi ok

Gli unici appunti che si possono muovere a questo genere di vetture è che essendo coupè, quindi due porte, hanno una limitata accessibilità posteriore, e visto che quattro posti comodi ci sono, non è agevole far entrare e scendere i passeggeri, ma va messo in conto. Come va messo in conto il fatto che da dietro non è facile uscire aprendo le portiere, piuttosto stupisce il bagagliaio! Incredibilmente ampio, con valige e trolley caricati a dismisura grazie al doppio fondo ricavato dalla mancanza della ruota di scorta. Infatti la nostra vettura aveva le runflat di Goodyear, cioè gomme che permettono 80 km di percorrenza in caso di foratura, quindi c’è il tempo per la riparazione e per questo, niente ruota di scorta, niente pompe e sistemi di recupero. Il tutto si traduce in spazio in più per i bagagli. I consumi sono ridicoli rispetto alla mole e al tipo di auto, i 20,1 km al litro sono stati fatti in condizioni reali e a velocità di crociera. Quindi non ci siamo basati sui dati ufficiali ma su quelli della pompa di benzina che son poi quelli veri. Il costo della 220 coupè varia dai 43.000 euro fino ai 53.170 euro della versione più accessoriata. Diciamo che con 45 mila euro si entra in possesso di una gran vettura, davvero principesca ed elegante, con consumi da utilitaria e fascino unico.

di Paolo Ciccarone