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Alessia Cara: «Sapeste quanto Tiziano Ferro ho ascoltato!»

La giovane star, arrivata al successo mondiale con “Here” racconta i suoi sogni, i suoi esordi nella musica, le sere in cui la madre le cantava le canzoni di Tiziano Ferro e il supporto di Taylor Swift. Leggi l’intervista. Guarda le foto esclusive realizzate negli studi di RMC e le nuove immagini

Un party un po’ sfortunato ha segnato la sua strada per il successo. Perché è grazie a “Here”, canzone su una festa in cui ci si sente profondamente a disagio, che Alessia Cara, giovane canadese di origini italiane, si è fatta conoscere e amare da un pubblico sempre più numeroso. Voce strepitosa, idee ben chiare e solido talento musicale, Alessia ha perfino conquistato Taylor Swift, che l’ha voluta al suo concerto di Tampa, in Florida. Adesso è venuto il momento dell’album di debutto, “Know-It-All”. Un sogno che si fa realtà.

Alessia, hai diciannove anni e con una hit sei diventata davvero una star. Ti sembra ancora di sognare, o hai preso coscienza che è tutto vero, che stai avendo sul serio un grande successo?

«Da una parte sembra un sogno, mi sento ancora sulle nuvole… ma dall’altra parte non ho perso la testa, sono ben ancorata alla realtà e ho con me un team formidabile, che mi aiuta a stare concentrata. Credo sia utile stare in equilibrio tra questi due estremi, l’euforia e la concretezza, trovare il giusto bilanciamento tra loro».

Quanto è facile star sempre in equilibrio?

«Io sono fortunata, ho accanto a me una famiglia molto solida, che mi aiuta, e un bel gruppo di lavoro, quindi no, non perdo il contatto con la realtà, con il mondo vero».

Hai fatto conoscere il tuo talento grazie a YouTube. Ma… in un mondo old fashioned, preYouTube, una ragazza come te come avrebbe fatto conoscere a tanta gente il proprio talento?

«Avrei suonato in tantissimi piccoli locali! Armata della mia chitarra, avrei acceso il microfono e avrei proposto le mie canzoni al pubblico. So che è un percorso molto più duro, più difficile. Ma, se internet non fosse esistito, avrei certamente fatto così!»

Hai sempre sognato di fare la cantante, o magari da piccola ti immaginavi dottore, o astronauta, o…

«La cantante! Sempre. Mai avuto dubbi su questo!»

E quale star ha ispirato questo tuo sogno? Quale diva ascoltavi, dicendoti: “ecco, voglio essere così, da grande”?

«Ascoltavo moltissimo Amy Winehouse. E Lauryn Hill. Ero molto giovane, è vero, ma era questa la musica che mi piaceva».

Nel tuo successo c’è anche un pizzico di “women power”: la tua prima supporter è stata tua madre, poi la figlia di quello che è adesso il boss della casa discografica che ti ha messo sotto contratto, poi Taylor Swift, che ti ha fatto suonare al suo concerto di Tampa, in Florida. Tu credi nella solidarietà femminile, anche nel mondo dello spettacolo?

«Senz’altro! Ce n’è molto bisogno, perché le donne devono lavorare più duramente per affermarsi. Per noi è sempre una questione di lavoro ulteriore, perché per l’opinione comune, noi veniamo sempre dopo, come una seconda scelta. Ecco perché è fondamentale aiutarsi l’un l’altra, e perché è straordinario che questo stia accadendo»

Dopo il periodo delle Katy Perry e Lady Gaga, in cui anche il look doveva essere sopra le righe, aggressivo, forse adesso le artiste più giovani vogliono un’immagine più essenziale, semplice. Penso a te, e a personaggi come Lorde. È un modo per portare maggiormente l’attenzione sulla musica?

«Per me sì. Io so cantare e voglio che il mio pubblico si concentri su questo. Ho una grande passione per la musica e voglio che i miei show siano centrati sulla mia voce, sulle mie canzoni, su quel che voglio comunicare. I miei abiti e il mio taglio di capelli non sono importanti»

Che tipo di pubblico hai?

«Di ogni età! Dalle bambine di cinque anni alle persone di quaranta, è incredibile! Ne vado molto orgogliosa»

I tuoi testi in effetti non sono adolescenziali, parlano a un pubblico molto più vasto…

«Amo molto la poesia, a volte scrivo i miei testi proprio come se fossero poesie. E a ispirarmi molto è anche il rap»

Com’è lavorare con persone più anziane di te? Sei libera di fare tutto quel che vuoi o va cercato un certo equilibrio, visto che il tuo team è composto da persone esperte dei meccanismi dello show business, che dunque tendono a imporre una certa linea?

«Adesso è molto più facile che agli inizi. Sono più adulta, più focalizzata sugli obiettivi. In principio sì, è stato un po’ difficile. Ero molto giovane, e donna, circondata da uomini più anziani di me e in questi casi devi imparare che la tua opinione non viene per ultima. Loro conoscono delle cose, ma anch’io ne conosco altre, e non voglio cedere a compromessi».

È vero che tua madre ti cantava la sera tante canzoni italiane?

«Sì! Tutte quelle di Tiziano Ferro, la mia preferita era “Sere nere”, e poi Laura Pausini, Eros Ramazzotti»

Magari un giorno scriverai e canterai una canzone in italiano…

«Mi piacerebbe moltissimo! Perché no? Sarebbe fantastico!»

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