DIARIO DI BORDO

Mille miglia, terza tappa: da Roma a Parma passando per la Toscana e l'Emilia Romagna

Scrollata tutta l’acqua di dosso, si va in Via Veneto a Roma per vedere gli arrivi e qui si incontrano sorprese, con amicizie di vecchia data che decidono di darci una mano. Manca il navigatore, lo abbiamo trovato bello fresco fresco. Anzi fresca… Finisce la sfilata si va a dormire ma la stanchezza è tanta, per cui al mattino si buca la sveglia per partire destinazione Parma ma prima ancora ci sono delle tappe da affrontare.

Nella hall dell’hotel han trovato posto una ventina di moto BMW della polizia che fan da scorta, avere tanti agenti attorno rende sicuri e diverte vedere che loro davanti fanno l’andatura.

Va tutto bene fino a quasi Viterbo, il quasi è presto detto. Avendo a fianco una esperta di navigazione ci si ritrova a cercare piazza Vittorio Emanuele e quando si gira intorno e si legge sullo schermo dell’altro navigatore (embè? Se uno non si fida non si fida…) la bellezza che mancano 20 km alla destinazione, il dubbio di aver preso una topica è bella grande. Infatti, dopo aver consultato cartine, gps, navigatore, road book si scopre che la famosa piazza non era a Viterbo ma da altra parte, per cui lost in Viterbo è diventato lo slogan della mattinata.

Si recupera, si trova il bandolo della matassa, si aggira Orvieto e ci si fionda destinazione Siena e qua, finalmente, troviamo tutto il gruppo al controllo orario.

Ora vorrei ringraziare i tantissimi tifosi che hanno applaudito il nostro passaggio incoraggiandoci e dandoci pacche sul cofano, qualcuno chiede una sgasata del nostro V8 Maserati, ma sgasa ora sgasa poi, quando la lancetta della benzina comincia a fare l’occhiolino e in giro non si vede uno straccio di distributore, subito vediamo la scena immaginaria di una macchina bianca ferma nella campagna toscana alla ricerca del distributore perduto. Un angelo ci viene incontro, nel senso che il colpo di c… fortuna arriva sotto forma di vecchio impianto ancora funzionante per cui diamo da bere alla bimba assetata e ai suoi 450 cavalli e riprendiamo il giro.

Si arriva a Poggibonsi, gran tifo, tantissimi appassionati anche qui, uno spettacolo di folla e ragazzi, ma la stanchezza si fa sentire, specie per chi deve gestire auto vecchie del 1937 che, tanto per dare pepe alla giornata, si sfidano nelle discese attorno con sobbalzi da paura quando si beccano i soliti dossi traditori. Non parliamo poi di autovelox, ne è pieno dappertutto, una vera ossessione quando poi vedi che le buche le fanno da padrone ti chiedi dove finiscono i soldi. Una vergogna lo stato delle strade, una vergogna che Anas affligga cartelli orgogliosi con la scritta “tratto dismesso da Anas”. Sì, nel senso che hanno dismesso da anni di fare manutenzione e questo è il biglietto da visita dell’Italia ai piloti e manager stranieri che con entusiasmo vengono qui a disputare una prova unica.

Poi arriva Firenze, la salita a Piazzale Michelangelo, le bellezze architettoniche della città, il rinascimento e lo splendore italiano dell’epoca, per cui vale ancora la pena venire da noi. Ecco, da Firenze a Parma, col passo della Futa coi motociclisti reduci dalle qualifiche del GP al Mugello, hanno creato un insieme di fantasia, gioia e passione per i motori che domenica si concluderà passando per Monza e Bergamo prima di arrivare a Brescia. Restate con noi, vi racconteremo il resto.


Paolo Ciccarone

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