Diario di bordo

La seconda tappa della Mille Miglia, da Rimini a Roma

Piove di brutto, la mattina a Rimini è grigia ma è niente rispetto a quello che si troveranno di fronte alla prima PS della seconda giornata a San Marino. La nebbia è fitta, la pioggia intensa e questo maggio sembra novembre. I tedeschi si vestono secondo il calendario: maniche corte, senza protezione. Anche la loro Lotus del 62 ha caldo, infatti fuma dal radiatore che è una bellezza. Fine della gara per loro. In mezzo ad ali di folla festante, con le scolaresche riunite a far il tifo (ogni occasione per saltare lezione va bene) comincia così la seconda tappa della Mille Miglia 2016.

Invece del navigatore GPS in auto servirebbe Cristoforo Colombo, lui sì che saprebbe come uscirne in mezzo alle ondate d’acqua. E parlando d’acqua e Rimini, un episodio stranissimo la sera precedente: uscito per la solita camminata veloce (embè? Se uno deve smaltire deve smaltire no?) comincia a piovere di brutto, le previsioni hanno sbagliato completamente.

Mentre si torna di corsa in hotel dalla passeggiata a mare, spunta una signora età indefinita. Cammina col tacco alto, abito leggero, prende la pioggia come se stesse facendo la doccia. Cammina concentrata senza vedere che stiamo arrivando di corsa. Si spaventa, la rassicuriamo e chiediamo se possiamo essere utili anche perché non avendo un ombrello ci sarebbe poco da fare. E si scopre che ha appena litigato col fidanzato perché qualcosa nel rapporto di coppia non funziona, lo ha lasciato da solo al ristorante, col conto da pagare e lei in hotel incurante della pioggia. Partecipano alla Mille Miglia, qualcosa nei cronometraggi non ha funzionato e quando si è al limite succede che scoppino anche le coppie oltre ai motori. Un consiglio, un sorriso e via a far la doccia, quella vera, col caldo che ti fa addormentare, salvo poi risvegliarsi la mattina dopo col cielo plumbeo e la coppia che non scoppia più pronta ad affrontare una seconda giornata di gara.

Girando al seguito si scoprono parti d’Italia incredibili, come Macerata e le terre marchigiane con scenari incantevoli, realtà stupende e pochi conoscono. Per andare a Macerata devi farlo apposta per un motivo, non la inserisci in un contesto di viaggio, invece è una perla italiana al pari delle altre attraversate dalla carovana e questo è un grande merito. Al punto di ristoro, poi, ci passa tutto il mondo dei partecipanti. 450 equipaggi per due persone fa 900 piloti, più il seguito e qui le cucine sfornano le delizie locali, quindi per chi partecipa è un modo per scoprire l’Italia, i paesaggi nascosti le tradizioni, il cibo ed è un formidabile biglietto da visita quello che esportiamo per il mondo. Come è un formidabile biglietto da visita quello degli agenti di polizia stradale, polizia e vigili che lungo il percorso, incuranti della pioggia, scortano, dirigono il traffico, si fanno in quattro sempre con un sorriso, mai vista tanta gentilezza quando ti ferma per strada uno con la divisa! E in più il paradosso, quello di essere noi a inseguire la polizia stradale col lampeggiante acceso, di solito accade il contrario. Magie della Mille Miglia, come magia è Roma, con l’arrivo della seconda tappa: il traffico caotico si apre come Mosè fece con le acque del Mar Rosso. Anche questo è un esempio di cosa fa questa carovana: attenzione, dice un cartello luminoso appena entrati in città. Il 25 per cento dei morti in centro sono motociclisti. Per forza con tutte quelle buche…


Paolo Ciccarone

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