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23 Febbraio 2016

il blog di Marco Fullone

“Off The Wall”: esce in tutto il mondo il 26 febbraio

La nuova edizione del primo album da solista di Michael Jackson con un documentario inedito diretto da Spike Lee. Lo abbiamo visto in anteprima per voi.

Difficile ancora oggi accettare la dipartita di un artista come Michael Jackson. Da quel tragico 25 giugno del 2009 per i suoi fan il Re Del Pop è però costantemente presente con la sua musica, con i suoi video, con le sue contraddizioni e le follie da superstar. “MJ” continua a vivere nell’immaginario popolare grazie alla sua enorme eredità musicale e un po’ come altri grandi che ci hanno lasciato recentemente (su tutti David Bowie) la leggenda si alimenta anche grazie al continuo lavoro di ricerca sul repertorio, ristampe e tributi.

“Off The Wall” – registrato e pubblicato all’età di 20 anni - si può considerare il primo vero album da solista di Michael Jackson in quanto quelli incisi all’epoca della Motown pur portando solo il suo nome erano più che altro un’estensione del repertorio e della produzione del team dei Jackson 5. Per molti “Off The Wall” è l’album più importante nella carriera di MJ (ad oggi ha superato le 30 milioni di copie) anche considerando il successo planetario del disco successivo, “Thriller”, che è diventato nel tempo l’album più venduto di tutti i tempi.
“Off The Wall” è un disco bellissimo e che ancora oggi mostra tutto l’entusiasmo dell’artista nel realizzarlo, rivela ad ogni ascolto uno spessore straordinario nella composizione delle canzoni, negli arrangiamenti e nella produzione raffinatissima di Quincy Jones. E’ il capolavoro che tutti gli artisti vorrebbero aver realizzato nella propria carriera, un album che ha aperto la strada al mondo del pop anche ad un artista di colore diventando una mega star superando le barriere razziali che ancora esistevano alla fine degli anni Settanta.
“Off The Wall” torna nel 2016 in una nuova splendida riedizione che la Sony distribuisce in tutto il mondo a partire dal 26 febbraio. Si tratta dell’album originale su CD con il remaster effettuato in alta definizione nel 2015 (senza però le bonus track presenti nella precedente riedizione). A rendere imperdibile questa nuova versione di “Off The Wall” è il bluray contenente il documentario “Journey From Motown to Off The Wall” di Spike Lee che abbiamo visto in anteprima italiana.



MICHAEL JACKSON’S JOURNEY FROM MOTOWN TO OFF THE WALL – A Spike Lee Joint

Il grande regista Spike Lee non è nuovo alle produzioni dedicate espressamente al mondo della musica, in particolare a quello della scena afroamericana - spesso presente nelle sue opere - anche quelle non espressamente “musicali”. Ma il suo amore per il personaggio e la musica di Michael Jackson erano stati rivelati con lo speciale documentario del 2012 “Bad 25”, realizzato per il venticinquennale dell’album “Bad”.
“Bad 25” era un tributo ad un Michael Jackson già superstar planetaria, già proclamato Re del Pop in una fase molto difficile della sua vita, tra cambiamenti fisici e guai giudiziari.

Con questo nuovo progetto Spike Lee ha voluto invece ripercorrere la storia di MJ a partire dai suoi esordi alla Motown fino alla realizzazione dell’album “Off The Wall”. Un viaggio costruito con immagini rare, spezzoni di apparizioni TV, filmati live e numerose interviste ad artisti e collaboratori di MJ in quegli anni fondamentali alla sua evoluzione.

Traspare immediatamente il taglio che Lee ha voluto dare alla storia di MJ, far vivere allo spettatore il talento e la sensibilità dell’artista in un crescendo straordinario tra successo di pubblico e la consapevolezza dello stesso nelle sue incredibili potenzialità. Spike Lee ce lo mostra da ragazzino già abilissimo nella danza e nel canto, un performer che ha nel DNA un’abilità incedibile sul palcoscenico.
Eppure emerge quella fragilità che lo renderà ancora più schivo nei decenni successivi, un ragazzo che cresce in fretta nella provincia americana e che viene catapultato nello star system grazie a quella “macchina da guerra” che era la Motown tra gli anni ’60 e ’70.

In quegli anni favolosi i Jackson 5 godono immediatamente del successo e diventano il primo gruppo che rappresenta un’intera generazione di giovani neroamericani. Finalmente anche i ragazzi di colore hanno una loro pop band da idolatrare.



Spike Lee esplora i vari aspetti della crescita di Michael con numerose testimonianze importanti da parte di coloro che hanno vissuto con lui quegli anni straordinari. A partire da Berry Gordy, fondatore della Motown, Valerie Simpson (del duo Ashford & Simpson), Tito, Jackie e Joe Jackson (i fratelli e il padre di Michael) per arrivare a Leon Huff e Kenneth Gumble, i produttori dei Jackson 5 nel periodo “disco” della Philadelphia International.

Spike mostra immagini bellissime di Michael e dei suoi fratelli e, in sottofondo, la voce di MJ in un’intervista racconta di come in lui già da piccolo ardeva il desiderio di apprendere, d’imparare dai grandi artisti che aveva la fortuna di avere intorno. Per lui Stevie Wonder, Marvin Gaye, Diana Ross non erano solo compagni di scuderia ma una straordinaria fonte d’ispirazione. Michael oltre a cantare si esprimeva anche con la danza e la sua adorazione per Fred Astaire e Sammy Davis Jr. lo porta a migliorare lo stile, ad inventare nuovi passi. E’ incredibile vivere questa crescita continua ed emozionante.
Spike riesce a trasportarti nel suo mondo evidenziando la mania di perfezionismo di Michael, l’esigenza di mostrare al mondo le sue capacità. E’ un momento di grande turbamento ma anche di spinta emotiva.

I Jackson 5 nel 1975 abbandonano la Motown ed approdano alla Epic abbreviando il nome semplicemente in “The Jacksons”. Michael arriva ad un bivio, sente la necessità di staccarsi dalla famiglia Jackson 5 e di provare a fare il balzo da solista nonostante la band abbia ottenuto ancora grandi successi commerciali. Fondamentale in questa fase l’incontro con Quincy Jones sul set del film “The Wiz” dove recita al fianco di Diana Ross nei panni dello spaventapasseri: Michael chiede a Quincy se può consigliargli un produttore per il suo album da solista…
Il mondo musicale vive in quegli anni il fermento della disco e dello Studio 54, dove Michael piace andare, ma anche dei nuovi stili musicali come il punk e l’hip-hop che cambiano profondamente i gusti del pubblico. Quincy si propone come produttore per il nuovo album ma la Epic non lo vuole, lo considera troppo vecchio e ancorato al mondo del jazz.
Michael si impunta e decide che deve essere lui a produrre l’album. Alla fine la spunta sulla Epic e inizia il grande lavoro in studio con Quincy Jones, primo tassello di un successo epocale che porterà Michael Jackson a diventare in pochi anni l’artista di maggior successo di tutti i tempi.

Il racconto di Spike Lee prosegue con altri artisti che testimoniano la genialità e il talento di MJ, da Verdine White degli Earth Wind & Fire allo stesso Quincy jones. Da ?uestlove a – finalmente – Spike Lee, che appare non solo come regista ma anche come fan e appassionato di “Off The Wall”.
La storia si snoda in modo appassionante ed emozionante, arrivano anche personaggi mito come Stevie Wonder, David Byrne, Gene Kelly, fino ad arrivare alle pop star di oggi. Gente come Pharrell Williams, John Legend, Marc Ronson ammettono candidamente che è grazie a “Off The Wall” che hanno iniziato a produrre e creare musica e che oggi sono gli artisti che tutti conosciamo.

Il film si chiude con le immagini toccanti di un MJ giovane e splendido, che racconta in prima persona la volontà di fare grandi cose, di rivoluzionare la black music e portarla a tutti a prescindere dal colore della pelle e della estrazione sociale.

Dice di non volersi fermare mai…

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Marco Fullone

Marco Fullone

Dal lontano anno 2000 scelgo la musica di Monte Carlo Nights e giro l'Italia per suonare dischi. Ho un bellissimo gatto di nome Gustavo e sono un maniaco collezionista di vinili, box set, limited edition.

Guai a chi tocca il mio impianto Hi-Fi!

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