31/10/2018

INVIAGGIOCONDIMAGGIO Traditions of the World

El Dia de Muertos

In Messico è un evento allegro, in cui i morti ritornano tra i vivi per una notte

Nel giorno dei morti si scaccia il lutto e la tristezza, c'è solo la malinconia di non poter vivere più assieme ai propri cari. Una festa che è stata dichiarata Patrimonio culturale dell'umanità dall'Unesco nel 2008, e che affonda le sue radici in epoca precolombiana: per gli Atzechi la morte era un momento di rinascita, di cambiamento, un viaggio da cui dopo un certo periodo di tempo sarebbe stato possibile tornare. La prossima settimana si terrà la grande parata in cui ci si traveste truccandosi da "Sua maestà la morte" o come viene chiamata, "La Catrina", personaggio rappresentato come uno scheletro di donna. La Calavera Catrina ( che significa 'Scheletro elegante', 'Teschio elegante') è stata creata nei primi anni del 900 dal vignettista Jose Guadalupe Posada, famoso per la sua acutezza satirica e l'impegno politico. E gli abiti colorati che indossa la Catrina sono opera del muralista Diego Rivera, il marito di Frida Kahlo. Il tema dominante della festa è il "teschio" ma tutto colorato, con arabeschi e fiorellini, che non fa paura, anzi è un bell’oggetto! Riceverne uno in dono con inciso sopra il proprio nome è di buon augurio. Dappertutto nelle città messicane fiori arancioni di zempoaxochitl colorano piazze, città, strade: sono i fiori che guideranno le anime verso il ritorno a casa insieme all'allestimento degli altari casalinghi e soprattutto verso i cimiteri che restano pieni di gente e di luci per tutta la notte con le tombe di famiglia decorate de lumini e fiori e cibi e dolciumi. El Dia de Muertos è una grande festa da vedere almeno una volta nella vita, dal 1 al 2 novembre. Molto meglio di Halloween che ormai ha fatto il suo tempo ed è un carnevale di paura!

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Maurizio DiMaggio

Maurizio DiMaggio

Più che un disc jockey mi sento un marinaio della Musica. Navigo da trent’anni anni sulle onde FM e per spirito di avventura mi spingo inevitabilmente verso nuovi orizzonti musicali. Sono nato nel mese di maggio ad Ivrea, ho iniziato nelle radio private del Piemonte per poi approdare nel 1988 a Monte Carlo, dove ho ormeggiato alla banchina Antoine I. Ho una grande passione per i viaggi, per il mare e per le barche, per i popoli del mondo e le loro culture. Nomade per natura, stanziale il meno possibile. Sono stato animatore su navi da crociera, DJ in mitiche discoteche della Costa Azzurra, presentatore di conventions e moderatore di convegni, creatore di testi pubblicitari, conduttore televisivo, realizzatore di documentari, e anche produttore discografico: insomma da buon marinaio so fare un po’ di tutto, perfino il giornalista specializzato in viaggi e in enogastronomia. In tutti questi campi sono un appassionato, non un esperto. L’Appassionato sa tutto di ciò che gli interessa e quando scopre cose nuove che gli piacciono se ne informa a fondo, manda avanti il cuore. L’Esperto sa tutto di tutto, conosce a fondo la materia, ce l'ha in testa.

Io rimango un appassionato.
A vita...

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