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Hollywood On The Lake Concorso D’eleganza Villa D’Este 2018

Audrey con Simon le Bon dei Duran Duran e sua moglie Yasmine Le Bon giurata del concorso

Il mese di maggio è il mese della rinascita, del sole, della luce e della bellezza, il mese in cui la vita sembra riapparire in tutto il suo splendore, con i colori dei tramonti, i profumi dei fiori, il luccicare della vita.

Nei pochi giorni che segnano l’arrivo dell’estate, si sono susseguiti forse gli eventi più memorabili di questo 2018 o forse quelli gli eventi che più di ogni altro, fanno parte della mia idea di bellezza, di stile e di estetica.

Non mi sono ancora ripresa dalla sbornia cromatica dell’Amfar Charity Night dell’Hotel Du Cap, ad Eden Roc, dove ho potuto sentire il sapore della bellezza e il fascino del cinema. Mi sono ritrovata, pochi giorni fa, in un luogo che sembra trasportare lo stesso tipo di emozioni e sensazioni ad un livello esteticamente più specifico, come solo il Concorso d’eleganza di Villa D’Este, sul lago di Como, sa fare.

Il Concorso d’eleganza di Villa D’Este sul lago di Como è un evento nato nel 1929 che premia, come dice il nome stesso, l’eleganza di un semplice mezzo di trasporto divenuto linguaggio estetico, simbolo di libertà, velocità, lusso, e ricerca.

L’auto certamente è donna, ne interpreta il fascino in tutte le sue forme. Non a caso l’uomo, sin da bambino, ha un magico rapporto di attrazione con lei, che si evolve nel tempo e che anticipa e ricalca quello che si prova da adulti per la bellezza femminile, qualcosa che rimane intatto per tutta la vita.

Anche se nasciamo circondati dalla presenza delle auto, tanto da sembrarci naturali, ovvie e scontate, così come accade nel mondo del fashion, anche nel nostro ecosistema visivo, più passano gli anni e più i nostri occhi percepiscono in maniera differente il loro design e la ricerca estetica che le ha generate. E più il tempo ci allontana da loro, più ne riusciamo a cogliere affinità e legami con il presente.

Villa d’Este, da quel lontano 1926, mostra queste bellezze, come un eterno fashion show in cui si mescolano origini, passato, presente e futuro di questo mondo della velocità, un mondo che ormai avvicina il concetto dell'automobile a quello delle passerelle delle fashion week, diventando puro contenuto di valori.

É una rivoluzione, forse la nuova forma evolutiva dei Musei, luoghi aperti in cui poter godere della bellezza della storia dell’umanità, in spazi visivi coerenti al nuovo modo di fruire il mondo regalatoci dal digitale, in cui l’attrattiva fotografica diventa mezzo per stimolare i desideri e il bisogno fisico di approdare a qualcosa di vero, vivo e ancora pulsante.

Villa d’Este è un luogo del tempo, dello stile e del futuro, che non smette mai di sorprendere per la meravigliosa ricchezza di idee e di creatività che offre.Come creazioni di grandi stilisti della moda, le bellezze esposte sono senza tempo, elementi iconici di un immaginario “mondo superiore”, che si è trasformato nella nostra anima estetica, da cui non riusciamo più a staccarci.

La Rolls Royce del grande Gatsby, la Aston Martin di James Bond e le altre meraviglie esposte, hanno fatto da cornice narrativa a questo “Hollywood on the lake", trama di questa edizione in cui quello spirito sorprendente e esagerato di ricerca di lusso e di innovazione rappresenta l’apice di un percorso in cui il Lago di Como sembra la sua naturale, destinazione.

Questo luogo non esiste nella moda, e credo che forse sia arrivato il momento di realizzarlo, con lo stesso principio logico. Sarebbe meraviglioso immaginare, ogni anno, come evento finale a chiusura della fashion week milanese la realizzazione di un concorso simile in cui vedere un’ultima passerella con 50 creazioni di moda, aggregate secondo un filo logico che le unisce dai primi passi del pret-a-porter fino ad oggi.

Mettere insieme bellezze di epoche diverse permettendo di mostrare la ricchezza della fantasia e della creatività umana in un ambito che può offrire solo idee diverse di bellezza, potrebbe diventare una idea meravigliosa, attrattiva e unificante. Il concorso d’eleganza Villa d’Este può essere considerato come Miss Universo: ogni vettura che ha sfilato ha portato dinanzi alla giuria una grande storia e una grande personalità che andrebbe studiata e analizzata fino in fondo. La giuria era composta da personalità importanti e personaggi rappresentativi come Jonathan Ive (Chief Designer Office Apple), Yasmine le Bon (moglie di Simon le Bon dei Duran Duran) e tanti altri.

Vista da lontano, l’evento è stato una magia a cielo aperto, un’esplosione di idee e creatività che mostrano come nel tempo tutto sia stato già immaginato, pensato, e realizzato, e che in fondo noi non siamo altro che degli interpreti di “canzoni” scritte da grandi dello stile e della bellezza. In un presente in cui la tecnologia progettuale dell’automobile pare avere molto poco da lasciare all’immaginazione, fa restare a bocca aperta la meravigliosa L’HF Zero del 1970, il Prototipo Zero carrozzeria Bertone, progenitrice della Lancia Stratos.

Ma anche le Cadillac, le Rolls Royce e le Ferrari che nel tempo hanno saputo mantenere un livello così alto di ricerca estetica da diventare davanti agli occhi di chi le ha osservate da vicino, esempi di rara bellezza che ormai, dato il loro valore economico, assurgono più facilmente al valore che possono avere capolavori dell’arte moderna o contemporanea.

Se un’automobile d’epoca è parametrabile attraverso il suo valore economico sul mercato, allora possiamo dire che una Ferrari degli anni 60 esposta a Villa d’Este e che oggi vale 70 milioni di euro può essere tranquillamente paragonata ad un opera d’arte di Jeff Koons o di un Picasso.

E forse la nostra estetica porterebbe ancora più in alto il valore di un’automobile se essa potesse essere esposta in casa, al pari di un’opera d’arte, se le sue dimensioni non le impedissero di essere così facilmente trasformabili.

Va dato atto che l’evento, perfettamente curato da BMW, che da anni ha creduto in questo progetto narrativo, avocandolo a sé con somma maestria, ha in sé così tanti valori che ormai è divenuto un fatto culturale mondiale, epicentro di un mondo che vede in questo luogo il centro psicologico dell’automotive, che trasforma di fatto il lago di Como negli “Uffizi dell’Automobile”, confermando ancora una volta la capacità dell’Italia e dei suoi luoghi di essere culla mondiale della cultura estetica e creativa.

Non a caso ospiti d’eccezione anche Jonatan Ive, il designer Apple, e Marc Newson, che ha gareggiato con una sua vettura, ma anche Simon le Bon dei Duran Duran, che insieme a sua moglie, giurata del concorso, ha riempito, ammesso che non bastasse, di fascino e di glamour le ore trascorse durante l’evento.

È obiettivamente ammirevole aver saputo costruire intorno a questo evento una memorabile celebrazione della cultura estetica dell’automobile e vedere parcheggiate le nuove Rolls Royce di ultima generazione negli stessi giardini che ospitano le loro antenate, mostrando come la bellezza non abbia tempo e anche se declinata in forme e geometrie differenti, sia parte fondamentale del nostro linguaggio che segna e definisce i nostri limiti e ne allarga gli orizzonti.

Il concorso d’eleganza è anche un grandissimo evento social internazionale dove, intorno a queste memorabili vetture, si intreccia un capillare ed esteso network di personalità che hanno in comune questa passione. Questo significa che durante questi giorni così intensi si sviluppano una serie di relazioni interpersonali che danno ancora più ricchezza e dignità all’evento, trasformandolo di fatto in una delle più grandi “luxury suite lounge” del pianeta in cui i massimi esponenti di vari mondi si incontrano fuori dai loro contesti usuali, diventando per una volta all’anno complici giocosi di uno show memorabile.

In questa logica si spiegano i gala esclusivi e gli eventi promossi dagli sponsor come BMW e Julius Baer, che hanno dato modo di apprezzare quanto, questa passione per le automobili unisca differenti percorsi di vita differenti. Uno spettacolare evento di apertura con un set up hollywoodiano e il suo relativo red carpet sul lago di Como antistante Villa d’Este, perfettamente in stile con il mood dell’evento, che ha mostrato vicino ad esso il nuovo spettacolare suv Rol ls Royce che resterà un altro masterpiece della storia dell’automobile.

La storia così vedrà raccontare in futuro, così come oggi in gara si sfidano varie classi di vetture che competono fra loro, una storia del Suv nato e cresciuto negli ultimi anni che è ormai un nuovo standard evolutivo dell’automobile.

Villa d’Este è ricerca estetica e va evidenziato anche come lo sviluppo narrativo dell’evento stesso sia stato curato con la massima attenzione fino al punto di aver voluto abbinare figure femminili e maschili che hanno presentato e accompagnato le vetture durante la loro sfilata dinanzi alla giuria. Anche questo è un piccolo esempio di stile che la dice lunga su come venga vista e concepita questa grande kermesse mondiale.

Questa ormai è una grande festa divenuta un esempio di stile da seguire nel mondo e che forse fra nuovi ricchi che non hanno memoria storica e vecchia scuola, potrebbe diventare l’unico punto di riferimento per una classe ed una eleganza che il mondo piano piano sta perdendo.

Non è un’impresa facile, ma neanche così difficile se pensiamo che un’idea del 1929 riesce ancora oggi a vivere e splendere nel firmamento degli eventi mondiali, crescendo in un mondo totalmente diverso da quello immaginato quasi 100 anni fa. É l’uomo forse che alla fine non è cambiato e ancora oggi si lascia catturare, emozionare e sorprendere dalla bellezza e continua in tutti i modi a ricercarla nel presente, nel passato e nel futuro.

Il mondo è una grande miniera di bellezza, so già che non smetterò mai di esplorarla!

Audrey,

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