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Steve McCurry: le sue foto più celebri in mostra a Torino

Audrey ti guida alla scoperta delle immagini più emozionanti del grande reporter

Ogni volta che accade, e questo per fortuna accade spesso, per me è come una rinascita: ammirare una mostra fotografica di Steve McCurry è per me come un tuffo nel mare della vita.

Nonostante siano molto lontano dal mio mondo fatto di luci brillanti, piene di riflessi glamour, le immagini di Steve mi aiutano a ritornare sulla terra ripresentandomi, quando meno me lo aspetto, la verità della vita, facendomi riflettere e riordinare il mio mondo, riponendo, nella sua esatta prospettiva, “l´umanità”.

Un messaggio cifrato di immagini

Ogni mostra di Steve McCurry è simile a un concerto in cui la musica si compone di volti e frammenti di vita che non ho mai vissuto, ma che sanno parlare, nel muto silenzio di un’espressione e di un semplice sguardo.

È come se il mio corpo, in un attimo, riuscisse a perdere tutte le sue capacità cognitive, trasformandosi in un’antenna capace di ricevere un solo messaggio cifrato di “frames”, che penetrano nell'anima prima ancora che il cervello abbia potuto elaborarne il significato più profondo.

Le emozioni della vita

Non so spiegare, so solo che i miei occhi, grazie alle sue immagini, riescono a sentire, amplificandole, le emozioni della vita in tutte le sue forme, dalla sofferenza alla gioia, a tutte quelle sfumature che la rendono qualcosa di magico, meraviglioso e di unico.

Quest’ultima mostra della Reggia di Venaria a Torino, curata dalla bravissima Biba Giacchetti che da anni segue i lavori di Steve McCurry, con una scenografia semplice ma molto coinvolgente, è qualcosa di più, qualcosa di più profondo, che strappa dal cuore un’emozione che rimane per sempre, lasciandoti un’impronta indelebile nella coscienza.

La forza degli sguardi

270 fotografie raccontano l’umanità del mondo che non riusciamo più a vedere, calpestata com’è dalla tempesta di immagini che ci circondano in ogni momento della giornata. Il raffinato allestimento curato da Peter Bottazzi, tra veli semitrasparenti che si sovrappongono ovunque lo sguardo decida di soffermarsi, fa della mostra un esempio di virtuosismo creativo, in cui i colori e le immagini sembrano amplificare la forza degli sguardi e degli occhi che ti osservano da ogni direzione.

Gli occhi… sì, gli occhi in questa mostra ti parlano, ti osservano, ti giudicano semplicemente facendoti vedere la prospettiva di chi ti sta osservando dalle fotografie e creano un rapporto così personale e intimo con l’osservatore che pare di essere, come da bambini, in una chiesa a fissare gli occhi delle statue, che sembrano scrutarti in continuazione.

L’aspetto più disarmante però è che nonostante la povertà, la disperazione o la crudeltà di molte immagini, traspare sempre un’idea di bellezza che nasce dall’umanità di Steve, capace di cogliere in ogni situazione quel valore che solo i grandi artisti sanno vedere.

Non so se sia possibile fare un paragone così ardito, ma personalmente penso che il suo modo di rappresentare la vita, i suoi ritratti e soprattutto gli sguardi profondi che ci ha regalato, hanno la grandezza di capolavori come la “Gioconda” di Leonardo da Vinci.

Una mostra spettacolare

La sua grandezza per me sta nel fatto che, nel momento in cui ti soffermi a guardare le sue fotografie, Steve riesce a scomparire, lasciandoci “incoscienti” davanti a una immagine che ci fa entrare direttamente in quel mondo e ci fa reagire emotivamente.

È come se il suo lavoro, con la macchina fotografica, sia solo quello di aprirci una “porta” che ci permette di entrare in un altro luogo in cui l’umanità che ci rappresenta è in grado di raccontarci qualcosa che forse abbiamo dimenticato dentro di noi.

Se avete modo di passare da Torino, andate a visitare questa incredibile mostra, oppure se potete, dedicatele appositamente un giorno  perché, come una canzone meravigliosa riesce a toccare le emozioni di ciascuno, questa spettacolare esibizione saprà regalarvi qualcosa che non dimenticherete: questo è “Il mondo di Steve McCurry”

Audrey Tritto

Audreyworldnews

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