Caroline Vreeland: a new Icon 20.18

Che cosa vuole dire essere un’icona nel 2018?

 by Alessandra de Tomaso

Il mondo del web ha sconvolto il mondo come lo conoscevamo, generando cambiamenti sempre più veloci, creando nuovi (falsi?) miti e un’inesorabile onda di rinnovamento e continui cambiamenti. 
Sembra passato un secolo da quando facevano capolino i primi blog, con le foto sgranate e gli outfit di Zara e in pochi anni sono nati influencers, brand ambassadors, youtubbers, life sylers e così via in un ramificarsi di sotto-micro-macro-web-culture.
I social ci hanno divinizzato e democratizzato: possiamo essere modelle (di Instagram), influencer (di qualcosa), blogger (di qualcos’altro) e chi più ne ha più ne metta… Ma dato che sfamare il proprio ego con una innumerevole quantità di foto è una pratica che da rapida assuefazione, si sono anche moltiplicate a macchia d’olio tutte queste celeb “home editon”. 
 
E quindi a questo punto che fare? 
Be, come sono tornati di moda i total look di jeans e gli orecchini a cerchio (aspettavo con ansia questo glorioso momento), ci è tornata la voglia delle grandi star che ci fanno sognare, di personaggi Glam e controversi che rompano le regole, e lascino il segno nel bene o nel male. Perché ci mancavano un po’ i grandi poster appesi in camera che ci ricordavano chi erano i nostri miti, come una grande bussola o un enorme post it.
Finalmente eccole di nuovo tornare: le top model, le dive, le cantanti, i telefilm cult, i divi di Hollywood…LE ICONE, in versione 20.18: che vuol dire che di Instagram ne fanno sempre largamente uso, ma per promuovere il loro talento.
 
Durante la frenesia della Fashion Week di Milano siamo riusciti a incontrare una delle mie Icone Millennials preferite: l’esplosiva Caroline Vreeland, pronipote della leggendaria direttrice di Harper’s Bazaar, scandalosa modella e unconventional IT Girl, diretta, genuina e senza filtri, con una passione per la musica che la motiva da quando è bambina. 
Malgrado le sue nobili fashion origini, Caroline non è la tradizionale bionda figlia di papà, anzi: con il padre ha tagliato i rapporti a soli 18 anni, quando ha deciso di prendere il cognome materno, Vreeland. Si è dovuta emancipare molto giovane e tutto quello che ha se lo è guadagnato da sola: basata a LA, ricorreva il sogno della musica, quando ha iniziato a fare capolino nel mondo della moda qualche anno fa, affiancando la sua migliore amica Shea Marie (@peaceandloveshea), che per l’appunto è una influencer che a oggi vanta giusto una milionaria di follower.
 
In anteprima per l’Italia, Caroline un Sabato pomeriggio è arrivata come un uragano accompagnata da tutto il suo team e ci ha cantato una versione acustica unplugged live, autentica e molto intima del suo primo singolo, Unbreakable Love, che è stata pubblicata pochi giorni dopo via web. 
Questo primo singolo fa parte del suo primo album In Ruins, di cui potete trovare anche un’altra canzone che ascolto a repeat da due giorni, intitolata Blue Lips. La canzone è nata da un pensiero innocuo, “che cos’altro lascia le labbra scure e macchiate come il vino rosso?” (seconda passione di Caroline dopo la musica e la pasta). Le labbra cianotiche di qualcuno che sta affogando: da qui Caroline inizia a immaginare la vita sott’acqua, in un lontano reame in fondo all’oceano, dove nuota senza speranza, “perché mi sento annegare in queste rovine, sentendomi come labbra blu, quando vado da te…”


 
Blue lips è anche la sigla del tv show Come Undone, di Caroline e Shea Marie e per amore della coerenza, tutto ciò che è successo è stato filmato nel settimo episodio che potete vedere su YouTube cliccando qui

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