LUXURY & LIFESTYLE

Albert Watson, una leggenda della fotografia

Venezia - Isola di San Clemente - 25 giugno 2015

Intervista al grande maestro della fotografia, recentemente insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico

Albert Watson - una delle leggende della fotografia - è stato insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta II per il suo contributo alla fotografia durante 52 anni di carriera, il 25 giugno a Buckingham Palace.

Ho avuto il piacere e soprattutto l'onore di poterlo incontrare e intervistare poche ore prima della sua "investitura ufficiale" a Venezia, nella laguna, nella meravigliosa isola di San Clemente, al St. Regis Luxury Hotel, dove era in corso una conferenza globale sul mondo del Lusso e dove Watson era stato invitato come special guest a una cena di Gala.

La foto di Steve Jobs

Albert verrà sicuramente ricordato dalla " Digital Native Generation" figlia del digital World, per la foto di Steve Jobs di Apple, che è per molti versi simile a quella simbolo di John Lennon, o a quella di Gandhi, che lo stesso Steve Jobs aveva all'interno di casa sua e che erano fonte di ispirazione per se e il suo lavoro. Ci siamo incontrati il pomeriggio e abbiamo preso un tè in riva al mare, poi quando si è sentito pronto abbiamo iniziato l'intervista. È stato un evento indimenticabile, abbiamo parlato per ore, Albert si è rilevato oltre che un grande fotografo un uomo appassionato e curioso della vita e di tutto ciò che ha a che fare con la creatività. Alla luce di quanto mi ha raccontato, che potete vedere nei video dell’intervista, abbiamo toccato tantissimi argomenti sulla creatività umana e, se ce ne fosse stato il tempo, avremmo continuato per ore.

Una lunga carriera

La foto rappresenta la modernità di un grande fotografo che, nella sua lunga carriera, ha fermato il tempo, congelandolo e rubando l'essenza di molti personaggi della storia mediatica: Alfred Hitchcock, Kate Moss, Michael Jackson, David Bowie, Mick Jagger, Bill Clinton, Clint Eastwood, Jay – Z e centinaia di personaggi importanti che è impossibile elencare. ma anche centinaia di personaggi sconosciuti che però hanno lasciato il segno nel suo percorso creativo.

L'ordine dell'Impero Britannico

L'ordine dell'Impero Britannico è un ordine cavalleresco ed è tra le onorificenze più importanti del Regno Unito. Fa parte di quei riconoscimenti che portano al titolo di Sir. L’Ordine è composto da cinque classi, a loro volta divise in civili e militari. In ordine decrescente di rango sono: Cavaliere (o Dama) di Gran Croce (GBE, Knight - o Dame - Grand Cross of the Order of the British Empire), Cavaliere (o Dama) Comandante (KBE o DBE, Knight o Dame - Commander of the Order of the British Empire) Comandante (CBE, Commander of the Order of the British Empire), Ufficiale (OBE, Officer of the Order of the British Empire), Membro (MBE, Member of the Order of the British Empire)

Audrey - Quando è iniziata la passione per la fotografia?

Albert Watson – È una passione iniziata quando avevo 21 anni e poi ho saputo quello che volevo fare. Ho studiato graphic design, e quando avevo circa 21 anni mia moglie mi ha regalato una piccola macchina fotografica. Dal primo minuto in cui l’ho avuta in mano la passione è cresciuta e non si è più fermata. Adesso sono un fotografo da 52 anni, proprio dall’inizio.

Audrey – Chi è il fotografo? È l'uomo che ha “gli occhi che gli altri non hanno”?

Albert Watson - Per me è quasi un modo automatico di vedere, e ovviamente cercando di creare qualcosa per chi osserva, faccio qualcosa anche per me stesso, qualcosa di magico e talvolta qualcosa di misterioso. Ciò che facciamo realmente, è rubare un secondo del tempo e talvolta, un centesimo di secondo di tempo, quindi congeliamo il tempo, ed è una cosa meravigliosa che la fotografia può fare. È l’unico dispositivo che ha modo per fermare un secondo del “tempo”… puoi realmente fermare un frammento di “tempo”.

Audrey – Cosa cerca il fotografo nella “luce”?

Albert Watson – Ho capito presto. Ho avuto un sacco di delusioni in precedenza: scattavo una foto e guardavo la foto che avevo scattato in quel momento pensando che fosse un capolavoro, poi il giorno successivo non la vedevo così bella, e il giorno ancora dopo la buttavo via. C’era un problema quindi, perché buttavo via qualcosa che prima credevo un capolavoro. La maggior parte dei problemi deriva dalla luce intesa come abilità a regolarla, controllarla e manipolarla, per assicurarsi che quello che stai vedendo è stato registrato dalla macchina fotografica. La luce: è quella la cosa più importante che un fotografo può fare e deve imparare presto perché, altrimenti, sarà sempre un lavoro frustrante finché non avrà imparato questo.

Audrey – Sei stato nominato “Ufficiale dell’impero Britannico” che è un'onorificenza che ti avvicina alla nomina di “Baronetto o Sir” come Alfred Hitckcook. Cosa ricordi di lui?

Albert Watson - Alfred Hitchcok è stato il primo personaggio famoso che ho fotografato, all’età di 29 o forse 30 anni. Ero molto nervoso perché avevo finito la scuola di cinema ed è stato davvero un problema davvero travolgente. Ricordo di essere andato sul set, passando attraverso la sicurezza, e per me è stato un grosso problema psicologico. Me lo ricordo… lo giuro, ricordo che è entrato e penso abbia capito che ero un po’ nervoso, ma è stato assolutamente fantastico con me, mi ha aiutato nelle riprese e… così… sono stato molto fortunato. Guardo sempre indietro e considero questo incontro come uno dei più importanti, perché dopo questo incontro ho preso fiducia, e la fiducia è l’ingrediente più importante della fotografia: devi avere fiducia… soprattutto con le persone.

Audrey – Che tipo di energia si crea durante uno scatto fotografico?

Albert Watson - Credo sia un momento intimo: creo un legame con qualcuno e non importa se sei il presidente degli Stati Uniti o un facchino del mercato di Marrakech. Cerco di creare lo stesso legame con chi è famoso o con chi non lo è, provo a cercare un legame e cerco fortemente di far rilassare la persona, perché a volte anche le celebrities che sono fotografate sempre… a volte sono nervose… anzi molto spesso sono nervose. Quindi ciò che è importante è rendere il soggetto, la persona che stai fotografando fiduciosa e rilassata.

Audrey – Qual è il segreto della tua “Visione artistica”?

Albert Watson - Penso di essere fortunato perché ho trovato una passione particolare: la fotografia, ma non solo, perché immediatamente dopo c’è la passione per l’arte, la musica, e tutti i suoi aspetti... In realtà anche per la danza, vado all’opera, al balletto, e passo tanto tempo nelle gallerie d’arte. In un modo quasi uguale nutro la passione per l’arte come per la fotografia e ho trovato artisti che mi ispirano molto e per le cose migliori.

Audrey – Cosa è per te lo Style e qual è il tuo Style?

Albert Watson - Lo Style è piuttosto importante perché porta una certa riconoscibilità, così la gente riconosce il tuo Style che nel mio caso è fatto di 3 caratteristiche. Quando guardi le mie immagini, siccome sono cresciuto come "Grafic Designer", nel mio lavoro vedi la “Grafica”, e siccome ho studiato a scuola di cinema come regista vedi anche la “Regia” e quindi vedi un “Film”. Il terzo è semplicemente la combinazione dei primi due elementi: ”Grafica e Film” insieme e quindi quando guardi una mia foto la puoi classificare: tutte le immagini appartengono a una di queste 3 categorie.

Audrey – Nel Fashion quale Style preferisci?

Albert Watson - Personalmente… nella moda mi piacciono gli stilisti giapponesi, ma, naturalmente, se sto andando a un evento speciale o a una premiazione o a Buckingham Palace, allora vesto un po’ più classico. Mi piace molto Yohji Yamamoto, penso che abbia una grande “Style” e una grande coerenza, è un ragazzo molto intelligente. Sono cresciuto nell’arte, e come chiunque sono alla ricerca del prossimo pezzo. Ho scoperto molto presto Basquiat a New York… molto presto… si sapeva che la “New Wave” era una cosa buona… e io sono sempre alla ricerca delle prossime “cose”.

Audrey – Chi vorresti fotografare e non hai ancora fotografato?

Albert Watson - Avrei voluto fotografare Madonna, anzi l’avrei dovuta fotografare, ma il servizio fu annullato, per non precisate “ragioni giornalistiche”. Io mi sono incontrato con lei, e ho parlato con lei per un’ora… ma poi… non ci siamo sentiti. Forse adesso è troppo tardi e mi dispiace per questo… ma a parte questo io fotografo tutti quelli che desiderano essere fotografati… ovviamente… e sono sempre interessato a tutto quello che ci circonda… al domani… naturalmente.

Audrey – Ti piacerebbe scattare per il calendario Pirelli?

Albert Watson - Per me è un mistero il perché non ne abbia fatto ancora uno. Naturalmente sarebbe bello poterne fare uno… e ovviamente penso che farei qualcosa di molto forte. Il calendario Pirelli lo conosco sin dal suo inizio: ha avuto molti cambiamenti, ma il mio preferito è quello di Helmut Newton, che è in realtà uno dei primi. Mi piace quello che ha fatto, ha integrato una realtà con alcune idee con cui Pirelli è nata. Pirelli era un gigante industriale e in qualche modo l’ha collegato con l’azienda. Qualcuno poi l’ha sviluppato con belle donne, a volte e di nudo e a volte no, e molti di loro mi sembrano un po’ anonimi… preferisco calendari che hanno un ben preciso punto di vista definito: un “concetto” e non solo foto di belle donne.

Audrey – Come decidi come riprendere una persona?

Albert Watson - Due cose: la osservo fisicamente e pscologicamente. Osservo quali sono le sue capacità o a volte, quando non sai neanche chi sono e possono fare qualsiasi cosa nella vita, allora guardo la geografia del volto, guardo le montagne e le valli dei volti... Faccio così.

Audrey – Che tipo di investitura riceverai in Inghilterra?

Albert Watson - Domani andiamo a Buckingham Palace, domani mattina, verso le 10… anche se non so l’ora esatta perché sull’invito c’è scritto che mi aspettano in albergo e quindi non so… so che è la mattina… non so se alle 9,30 o alle 10… È una cerimonia di onorificenza, in cui la nazione "investe qualcosa su di te"... ti danno una medaglia... è una cosa molto bella... si chiama "investitura" e credo che la cerimonia inizi verso le 11.

(Intervista del 24 06 2015)

AudreyWorldNews:

Now on air