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Predestination

Azione, viaggi temporali e una riflessione sul destino nel thriller interpretato da Ethan Hawke

È un thriller, ma anche una riflessione filosofica sulla giustizia e sul destino e affascina lo spettatore con una serie di spettacolari viaggi nel tempo. È “Predestination”, il film diretto dai fratelli Peter e Michael Spierig e interpretato da Ethan Hawke, in uscita al cinema il 1 luglio.

I viaggi nel tempo

La pellicola narra le vicissitudini di un agente speciale, capace di viaggiare nel tempo per catturare pericolosi criminali. E la sua ultima missione è la più delicata e difficile di tutte… Secondo Michael Spierig la narrazione di “Predestination” è «Un percorso non convenzionale. È essenzialmente come cinque o sei film insieme - un film d'azione, un film poliziesco... e poi si trasforma in un dramma intimo di qualcuno che racconta la storia della sua vita a un barista».” Il produttore Paddy McDonald aggiunge: «Questo film avrà sicuramente un significato differente per chiunque lo guardi. Prende spunto dal mondo accademico, dalla filosofia e dalla teologia e gioca con loro, racconta una storia spazio temporale in un modo che non è mai stato fatto prima».

Un ruolo misterioso

Il ruolo di Ethan Hawke è sempre più avvincente e misterioso col procedere del film. L’attore è stato subito attratto da un copione tanto stimolante e ha confessato che a conquistarlo sono stati: «La natura del destino e la natura del libero arbitrio per esempio. Perché ogni volta che succede qualcosa nella nostra vita sembra come se fosse inevitabile, e tuttavia, quando stiamo immaginando il nostro futuro, sembra che possa comunque andare in tante direzioni diverse? Penso che sia questa la cosa interessante che gira attorno al concetto di predestinazione». E aggiunge: «Se un film può contemporaneamente divertire e lasciare allo spettatore un qualcosa su cui riflettere, allora per me ha fatto centro!».

Il design e i colori

Un altro motivo di interesse del film sono i viaggi nel tempo, che hanno richiesto uno speciale approccio visuale. Il direttore della fotografia Ben Nott spiega: «I periodi sono definiti principalmente dall'architettura e dal design. Essenzialmente sono gli elementi che distinguono i momenti del film. Ho scelto alcuni colori campione e li ho iniettati nei diversi periodi di tempo. Per esempio un effetto ‘sodio’ per gli anni Settanta, un aspetto leggermente desaturato per gli anni Quaranta, con un filtro diverso per far sì che la direzione artistica e le scenografie costringessero il pubblico a un viaggio».

Scopri la playlist dedicata a "Predestination" su Spotify