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Melody Gardot

Il nuovo album, “Currency Of Man” è stato presentato in anteprima su Radio Monte Carlo

E' uscito il 1 giugno l’atteso quarto album di Melody Gardot, “Currency Of Man”. In questo disco la raffinata cantante e songwriter ha deciso di imprimere una nuova direzione alla sua musica, che sfoggia un inconsueto approccio elettrico alle canzoni, e ai testi, attenti più che nei cd precedenti al sociale.

Temi universali

Un mix capace di trascendere le distinzioni tra i generi musicali (jazz, blues, rhythm and blues), affidato nuovamente al produttore Larry Klein (Joni Mitchell, Herbie Hancock, Madeleine Peyroux), con cui aveva realizzato “My One And Only Thrill”). Il risultato è un funky emozionante ricco di accenti anni Sessanta e Settanta, con momenti gospel e ricchi arrangiamenti vintage in stile brass orchestra. Un tappeto sonoro vibrante, per accompagnare i testi di Melody, dedicati ai grandi temi della nostra società: le tensioni razziali e religiose, la guerra, la povertà. E naturalmente la ricerca della pace e dell’amore.

Un film in musica

«Scrivere quest’album è stato diverso dalle volte precedenti», ha spiegato Melody «è stato meno personale, più basato sull’osservazione. Senza nessuna censura. Parla della vita e della gente. Credo che il lavoro di un artista sia quello di guardare il mondo e cosa ha senso nel mondo». Melody ha anche dichiarato: «Ogni album è un viaggio e questo disco una sorta di salto nell’ignoto. Dopo aver passato qualche tempo a Los Angeles, le canzoni hanno finito col parlare delle persone che ho incontrato: gente che viveva un’esistenza ai margini. Il disco è su ciò che ha valore nel mondo, e su come tutti, senza distinzioni di status, origini o colore della pelle, abbiamo uno scopo. Fin dall’inizio Larry e io volevamo fare una sorta di film in musica. Non è un progetto come gli altri, questo» » e, dal punto di vista musicale, ha aggiunto: «Abbiamo una sezione fiati di grande impatto e questi arrangiamenti da cinema, direi in un certo modo esistenziali. È un’opera in cui io e Larry andiamo alla scoperta di un approccio elettrico alle canzoni, qualcosa di inedito per me... è tutto un’esplorazione, ma è una bella sensazione provare qualcosa di nuovo, ed è anche un po’ strano. Gli arrangiamenti per archi sono di Clément Ducol, che ha portato un tocco francese, mi fa pensare alla pittura impressionista e a Debussy».