WEB RADIO

Music Star Tiziano Ferro
 
Xmas Radio
 
Radio Monte Carlo FM
 
Music Star Giorgia
 
Music Star Pino Daniele
 
RMC BUDDHA-BAR Monte Carlo / Radio
 
Radio Festival
 
Monte Carlo Nights Story
 
Mina: Ieri Oggi e Domani
 
Music Star Zucchero
 
RMC Italia
 
MC2
 
RMC Hits
 
RMC Love Songs
 
RMC New Classics
 
Music Star Coldplay
 
Radio Kay Kay
 
RMC 80
 
rmc
 
RMC 90
 
RMC Great Artists
 
Music Star Jovanotti
 
Radio Bau & Co
 
RMC Marine
 
RMC Duets
 

I più bei film premiati con la Palma d’Oro

Da “La dolce vita” a “Lezioni di piano”, alcune delle più belle pellicole premiate a Cannes. Dagli Anni Quaranta a oggi, un viaggio nel cinema delle grandi emozioni

La prima edizione del Festival di Cannes si tenne nel 1946, in una Francia ancora sconvolta dal ricordo della Seconda Guerra Mondiale. Furono ben undici i riconoscimenti assegnati quell’anno, e tra i film premiati ci fu “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, potente scorcio sulla crudeltà dell’ultimo periodo bellico ambientato in una Roma devastata dai bombardamenti.

I film italiani

Sono state molte le pellicole italiane che hanno ottenuto la Palma d’Oro: grandi classici come “La dolce vita” e “Il Gattopardo”, “Blow Up”, la riflessione sul potere dello sguardo e gli stranianti anni Sessanta di Antonioni, la sofferta parabola esistenziale di “La stanza del figlio" di Nanni Moretti”. Cannes ha anche riconosciuto il merito di film visionari come “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola (viaggio nei meandri del cuore umano ambientato durante la guerra del Vietnam) e “Mission” di Roland Joffe (narrazione delle atrocità commesse nel Nuovo Mondo dagli spagnoli, tra eroismo di alcuni religiosi e natura di stordente bellezza) e di cinematografie lontane (“Kagemusha”, riflessione sul ruolo del doppio, ambientato nel Giappone feudale, e “Addio mia concubina”, drammatico affresco storico sulla transizione dalla Cina imperiale a quella repubblicana e comunista).

Da Scorsese a Tarantino

Hanno ricevuto la Palma anche la parabola sulla violenza metropolitana di “Taxi driver” di Martin Scorsese, la dolente storia coniugale di “Paris, Texas” di Wim Wenders e l’impetuosa passionalità di “Lezioni di piano” di Jane Campion, storia di un amore inconsueto nella remota Nuova Zelanda. Se Cannes ha saputo riconoscere l’estro provocatorio di “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, ha anche voluto premiare il potere consolatorio dell’arte e la capacità di resistenza umana de “Il pianista”, biografia di un musicista ebreo che riesce a sopravvivere agli orrori del ghetto di Varsavia e della guerra. Gli ultimi anni hanno visto le giurie privilegiare inconsuete esplorazioni sul tema dell’amore, con “Amour” (protagonista un’anziana coppia affiatata, posta di fronte alle crudeltà dell’esistenza) e “La vita di Adele”, racconto di un amore tutto al femminile tra due adolescenti.