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La Formula E arriva a Monte Carlo: le emozioni del primo GP

Grandi campioni, gara mozzafiato, glamour e... auto a basso impatto ambientale. Il primo Campionato dedicato alle monoposto elettriche è arrivato a Monaco il 9 maggio

Una scommessa vinta. E con largo margine. Quando Alejandro Agag decise, oltre un anno fa, di varare un campionato per monoposto elettriche, sembrava una pazzia. Al punto che lo stesso Bernie Ecclestone, patron della F.1, era scettico. Oggi, a distanza di tempo, la Formula E è realtà. Anzi, sta per fare un altro passo per entrare nella storia, con la disputa del primo GP di Monte Carlo di Formula E.

A vincere è stato lo svizzero Sebastian Buemi, seguito da Lucas Di Grassi e Piquet jr.

Formula E

Il tracciato

Il tracciato è per buona parte lo stesso della F.1, i confronti saranno impossibili, ma lo scenario del porto, i box, la prima curva e la famosa Rascasse, sono gli stessi. Stessa pista, stesso ambiente, diverso il rombo dei motori. Silenziosi quelli della FE, strozzati quelli della F1. Ma al volante delle monoposto elettriche ci sarà uno schieramento di piloti che la F1 l’ha calcata e anche vinto, come Jarno Trulli, che ha allestito un team e un altro ex F1, Tonio Liuzzi. Sarà una Monte Carlo particolare, in cui il prossimo 9 maggio si scriverà un capitolo importante delle corse del futuro, quelle a basso impatto ambientale, in cui il silenzio la fa da padrone, dove i campioni del volante avranno le stesse sfide di sempre: guard rail, marciapiedi, vie di fuga al millimetro, concentrazione, stress, abilità di guida.

Formula E

Una sfida elettrizzante

Tutto in una sfida elettrizzante, e non potrebbe essere diversamente. Sarà la consacrazione per la serie che, seppure fra mille difficoltà, si sta imponendo per gli alti standard qualitativi. Non c’è niente di meglio delle competizioni per far sviluppare un progetto. Le batterie durano poco? C’è poca potenza a bordo? Niente di meglio che affidare ad aziende leader del proprio settore, come Renault o Williams, McLaren e Dallara, i compiti per risolvere i problemi presenti nelle corse. E lo spettacolo è stato così assicurato. Venti monoposto al via, piloti di fama internazionale, moltissimi ex F1 e squadre di primo piano, come il team Venturi di Monaco, che schiera due ex F1 come Nick Heidfeld e Stefan Sarrazin, ma anche formazioni inedite come quella di Jarno Trulli che a Miami ha sostituito con Tonio Liuzzi l’unica donna della serie, Michela Cerruti. E poi altri grandi nomi, Vergne ex Toro Rosso, Bruno Senna, Nicholas Prost, figlio di Alain quattro volte mondiale F1, Alguersari e Buemi, vincitore della 24 ore di Le Mans ed entrambi ex F1 o addirittura ancora collaudatori Red Bull.

Formula E

La serata di gala per incontrare i piloti

Le monoposto, poi, hanno un grande potenziale: il telaio ricorda quello delle GP3, è tutto in carbonio, la potenza massima è simile a quella di una monoposto di F.Renault, quindi attorno ai 220 cavalli per oltre 260 orari di velocità massima, una bella sfida davvero. Grandi nomi, piloti esperti, e gare con una formula intelligente: prove al mattino, corsa al pomeriggio e serata di gala aperta a chi vuole incontrare i piloti e le squadre. Una formula che avvicina le corse alla gente e che permette a tanti campioni di affrontare questa nuova sfida, che si corre in circuiti cittadini (da Buenos Aires a Miami, da Long Beach a Londra) all’insegna del silenzio, del rispetto ambientale. E intriga anche la formula del pit stop.

Formula E

Intelligenza e tattica

Mentre nelle altre competizioni ci si ferma al box a cambiare le gomme, qua le coperture sono Michelin con battistrada, praticamente di serie, le stesse che si usano tutti i giorni. No, con la FE ci si ferma ai box e si cambia…l ‘auto! La durata delle batterie, l’energia a disposizione, è limitata, per cui vince il più veloce ma che sappia anche gestire la quantità energetica a disposizione. Un mix di intelligenza e tattica unita alla velocità. E poi il lavoro di messa a punto, assetti, alettoni da regolare. Una bella sfida che sta crescendo e che un domani potrebbe davvero sbarcare sotto riflettori più importanti. Lo spirito e l’idea sono quelli giusti. Il resto lo fanno i piloti in pista. Non resta che godersi lo spettacolo. In religioso silenzio, ovviamente.

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